Thursday, November 30, 2006

L'Ulivo è morto, grazie a Dio

Con due colpi da maestro, un uno-due micidiale, Paola Binetti e i teo-dem del centrosinistra sono riusciti ad affossare definitivamente l'Ulivo o futuro Partito Democratico che dir si voglia.

Come interpretare altrimenti due mosse improvvide e suicide, entrambe nella direzione di un centrosinistra clericale, reazionario, bigotto e oscurantista. Che non solo non arriverà mai al 40%, ma può cominciare a sognare anche il 30% delle ultime elezioni.

Prima, in commissione Sanità al Senato, alcune esponenti dell'Ulivo - fra cui Binetti e Anna Serafini dei Ds - hanno votato insieme al centrodestra contro il decreto del ministro Livia Turco per aumentare la quantità di cannabis oltre la quale si finisce dritti in galere.

E poi l'ultimo capolavoro: un emendamento alla Finanziaria che estende ai conviventi i diritti riconosciuti alle coppie sposate per l'esenzione della tassa di successione. Ai conviventi, ma solo a quelli eterosessuali. Perché le coppie gay "non sono ancora riconosciute".

Le parole sono importanti! Smettetela di usurpare il nome della sinistra.

Tuesday, November 28, 2006

Brasile arcobaleno: 5 anni di carcere a chi discrimina i gay

In Italia siamo costretti a scendere in piazza - e per fortuna che eravamo tanti sabato a Brescia con Doriana e Marcella! - per combattere gli episodi di omofobia. In Brasile, invece, dove - a ragionare come gli omofobi di casa nostra - ci sarebbero "altre questioni più urgenti da affrontare", i diritti delle persone lgbtq avanzano nella società e nella legislazione.

Per la prima volta una coppia di gay ha ottenuto il diritto di adottare congiuntamente una bambina: finora solo le lesbiche potevano diventare entrambe madri, adesso lo stesso diritto è stato esteso ai maschi omosessuali. Ovviamente - come è successo nel caso di Vasco Pedro da Gama, 38 anni, e Júnior de Carvalho, 46 - la coppia deve dimostrare solidità ed essere in grado di allevare un figlio. In questo caso la bambina, di 5 anni, vive da dicembre con ii nuovi padri ed era stata adottata in un primo momento da uno solo dei due; adesso anche l'altro ha ottenuto dal Tribunale il diritto di essere riconosciuto a sua volta "padre".

Ma la vera novità è una legge anti-discriminazione che è stata già approvata dalla Camera dei deputati e ora approda al Senato. Lesbiche, gay, bisessuali e transgender hanno diritto a qualunque tipo di lavoro, a entrare in ogni locale e a essere trattati come gli altri. Chi li discrimina rischia una pena fino a cinque anni di carcere.

Ovviamente, come abbiamo detto più volte, la legge da sola non cambia gli atteggiamenti, ma è un potente stimolo al progresso e al rinnovamento. Intanto scriviamo che non si deve e non si può discriminare, i frutti si vedranno in futuro.

Thursday, November 23, 2006

Sabato tutti a Brescia!

Vedete il banner qui sopra?

Bene: sabato prossimo, chi può deve andare a Brescia alla Manifestazione contro la violenza sulle donne, dedicata in particolare a Doriana e alla sua compagna, che a Mazzano sono ancora prese di mira da fascisti/omofobi/razzisti.

Ormai si contano almeno otto atti intimidatori contro le due ragazze: dalle scritte all'intrusione in casa alle minacce graffiate sull'auto, con tanto di svastiche, croci celtiche e simboli di Forza Nuova.

Andiamo a manifestare per fare sentire, almeno per un giorno in modo concreto, che non sono sole!

Wednesday, November 22, 2006

Israele democratico, nonostante tutto

Nonostante il World Gay Pride svolto a porte chiuse e il divieto di manifestare per le strade, che ha ferito anche la figlia (lesbica) del premier Ehud Olmert, Israele si conferma un paese dove la democrazia prevale sui fanatismi (islamici e ortodossi); e dove i giudici, come nei migliori regimi liberali, sono esenti di pregiudizi e condizionamenti.

Così la Corte Suprema di Gerusalemme ha stabilito che i matrimoni fra persone dello stesso sesso celebrati all'estero devono essere riconosciuti nello stato ebraico. Due gay o due lesbiche, dunque, possono sposarsi in Canada - come è successo - o in Spagna e, una volta tornati in patria, ottenere i diritti che derivano dal matrimonio. Non è ancora la rivoluzione sudafricana, ma dic erto una pagina fulgida per i diritti civili. Tra i sette giudici della Corte, segnala l'Unità, solo uno - un ebreo ortodosso - ha votato contro la decisione, che accoglie il ricorso di cinque coppie sposate all'estero con il rito civile, che in Israele non esiste.

Per concedere diritti a chi non può viaggiare per sposarsi, però, dovrà pensare la Knesset.

Monday, November 20, 2006

Banfi e le lesbiche, via alle polemiche

È appena finito il film per la tv "Il padre delle spose", scritto e interpretato da Lino Banfi, e mi aspetto un diluvio di critiche, non sull'aspetto artistico dell'opera (quello sì, non eccelso), ma proprio sul tema.

Ecco: Banfi non ha trascurato niente! Neppure l'Arcigay sarebbe stata capace di produrre una sceneggiatura migliore, più onesta e più esplicita. Non sul sesso, ma sui sentimenti che uniscono due donne. E proprio questo indignerà i bacchettoni nostrani in servizio permanente effettivo.

Il padre del Sud che alla fine accoglie la figlia e la moglie della figlia; la vecchia zia bigotta che non capisce fino in fondo l'amore fra due donne, ma le accoglie per affetto; i problemi burocratici contrari alla pietà umana, per cui una donna non piò visitare in ospedale la moglie in fin divita sposata in Spagna, "perché in Italia la legge è diversa e quel matrimonio non vale niente"; persino il sacerdote che invita a non pensare ma a far valere la legge dell'amore.

Tutto ciò presentato da un volto familiare come quello di Lino Banfi. Erano anni che aspettavamo qualcosa del genere. Altro che "Mio figlio"! Qui c'è l'amore fra due donne, un amore omosessuale rivendicato e fiero di sé. Compresa una figlia naturale che vive, felice, con le due mamme. Che diranno domani i cardinali tonini?

Tuesday, November 14, 2006

Sud Africa: per i gay unione civile fu

Con 230 sì e 41 no, il Parlamento di Pretoria ha approvato la legge sulle Unioni Civili per le coppie dello stesso sesso. In questo modo il Sud Africa è il primo paese del continente a riconoscere diritti alle coppie gay e lesbiche.

Unioni civili e non matrimonio vero e proprio, come invece imponeva la Corte Costituzionale, che l'anno scorso - il primo dicembre - con una storica sentenza intimò al Parlamento di modificare la legge sul matrimonio, per eliminare il riferimento a "uomo e donna".

Il partito di maggioranza, l'African national congress di Mandela, invece, ha preferito seguire la via britannica e introdurre un nuovo istituto, quello dell'unione civile; e ha obbligato tutti i propri parlamentari a votare la nuova legge.

I movimenti per i diritti gay si sono sentiti offesi da questa formulazione - che mantiene una sorta di aparthaid - fra persone etero e omosessuali. Però quanti anni luce sta avanti a noi il Sud Africa?

Friday, November 10, 2006

Il mio errore sul caso di Brescia

L'altro giorno, parlando del caso delle due ragazze lesbiche aggredite e minacciate in provincia di Brescia, avevo criticato il comportamento di una delle due vittime.
D.G. aveva preferito non diffondere il proprio nome sui mezzi di comunicazione e, secondo il Corriere, rivendicava la sua non militanza politica; un particolare che mi sembrava indice di una certa omofobia.

Ecco: mi sbagliavo. Persone che conoscono bene D.G. me lo hanno segnalato, lei è intervenuta sull'altro blog dove scrivo e io stesso, leggendo che la protagonista della storia si è presentata anche al Consiglio comunale il giorno della delibera sui Pacs, mi sono reso conto di aver preso una cantonata. Mi dispiace e me ne scuso.

Questa ragazza aveva solo cercato di spiegare che lei conduce una vita tranquilla e non troppo esposta e che, prima di ora, non era impegnata politicamente. Un po' poco in effetti, per concludere che si "vergogna" della sua condizione e preferisce tenerla nascosta. Semplicemente, è una persona discreta, ma non ha mai detto che "prende le distanze" dal Gay Pride o cose del genere.

Intanto, purtroppo, le due ragazze sono state vittima di un nuovo atto intimidatorio - un'altra svastica sull'auto - e l'Arcigay di Brescia sta preparando un appello da inviare al sindaco di Mazzano.

Ecco, è il caso di dare a loro due tutta la nostra solidarietà.

Thursday, November 09, 2006

Addio, Alma socialista

In questi giorni, fra elezioni negli Stati Uniti e World Pride annullato a Gerusalemme, non ho avuto tempo di ricordare come meritava una donna politica di cui la sinistra italiana avrebbe estremamente bisogno, specie ora con la prospettiva del Partito democratico.

Il 7 novembre è morta a Milano, a soli 58 anni, Agata Alma Cappiello, già pasionaria socialista, fino all'ultimo al fianco di Craxi, ma soprattutto vera socialista, che negli ultimi tempi era entrata nei Ds per salvare la storia e la tradizione del socialismo italiano.

Per chi non lo sapesse nel 1988 (!) alla Camera dei deputati, l'onorevole Alma Cappiello presentò la prima proposta di legge sul riconoscimento delle coppie dello stesso sesso.

E fino all'ultimo, come si legge nella lettera di adesione ai Ds, la Cappiello ribadì le sue convinzioni
Altro motivo di adesione è la condivisione dei principi su cui deve basarsi l’agire di un movimento riformista, nonché i valori sui quali laicamente “l’anima” dei riformisti deve fondarsi.
Credo anch’io che il movimento socialista riformista debba partire proprio dal concetto di individualità che non appartiene solo alla cultura liberale ma che è, invece, anche fortemente patrimonio socialista di Turati ed ancor più della Kuliscioff, entrambi bene attenti a distinguere nelle classi sociali gli individui…
È da questa doppia radice che da un lato vanno rilanciati i diritti individuali, cioè il diritto di ciascuno di noi ad essere artefice del proprio progetto di vita, liberi finalmente, uomini e donne, dai condizionamenti naturali e sociali e dall’altro vanno contemperati questi diritti alle esigenze della collettività. È questa la prospettiva di cui deve nutrirsi l’humus dei riformisti… (...)
Nasce da qui la tensione dei riformisti verso una politica etica, una politica di valori, che si esprima attraverso un pluralismo di valori, quali la lealtà, la scelta responsabile, la ricchezza della diversità, le politiche di pari opportunità, la solidarietà intesa come reciprocità tra pari.

Addio, Alma.

Saturday, November 04, 2006

Le due facce di Brescia: omofobia e apertura

Due notizie, una cattiva e una buona, entrambe da Brescia.

In provincia, a Mazzano, una settimana fa, due ragazze lesbiche sono state prese di mira da sconosciuti, che sono entrati in casa loro, l'hanno messa a soqquadro e hanno disegnato una svastica sulla porta d'ingresso. Pochi giorni fa, poi, una delle due, uscendo da un supermercato, ha trovato un'altra svastica sulla sua auto.

Oltre all'aggressione, però, le due ragazze hanno dovuto subire altre vessazioni dai carabinieri, secondo quello che riporta il comitato Arcigay Orlando di Brescia. Peccato per la protagonista della brutta vicenda, D.G., che non solo evita di far pubblicare il suo nome (e questo potrebbe anche essere comprensibile), ma persino ribadisce che per lei
l'omosessualità non è mai stata una tessera politica. Mai indossato lustrini e paillettes, mai partecipato al Gay Pride. Anzi, tiene a prendere bene le distanze da ogni forma di esibizionismo sessuale.
Ecco, finché non ci libereremo - noi gay per primi - di questo senso di colpa e di vergogna, non riusciremo a cambiare la società.

Ma ora la buona notizia: il Consiglio comunale di Brescia ha approvato un ordine del giorno a sostegno di una legge nazionale che introduca i Pacs: 15 sì, 8 no e un astenuto.
Peccato, però, che l'opposizione di destra sia uscita dall'aula e che ai sì dei Ds, Sdi, Verdi e Lista civica si siano contrapposti i no della Margherita e del sindaco Corsini, che pure è dei Ds. Ormai i cattolici sono organici alla destra dappertutto.

Wednesday, November 01, 2006

L'omofobo pedofilo (?)

Qualche mesei fa ci aveva deliziato anche in Italia, con le sue affermazioni pseudo-scientifiche sui gay e l'omosessualità.

Adesso, però, lo psicanalista francese Tony Anatrella, che è anche un prete cattolico, rischia anni di carcere con l'accusa infamante di pedofilia.

Secondo due ragazzi che lo chiamano in causa, il prete/dottore avrebbe abusato di uno dei due e approfittato della terapia cui si era affidato il secondo (per "guarire" dall'omosessualità), per avere veri e propri rapporti completi con lui.

Anatrella, per chi non lo ricordasse, aveva sostenuto la posizione della chiesa cattolica di fronte all'omosessualità, ribadendo la presunta "immaturità" delle persone omosessuali. Adesso la rivista cattolica francese Golias lo mette alla berlina.

Vai a vedere che è omosessuale (represso) anche lui?