Monday, September 04, 2006

Indietro miei Prodi

Inutile. Non c'è proprio speranza che questa classe politica pavida e priva di qualunque idea o ideale sia in grado di produrre una riforma del diritto civile che include anche gay e lesbiche.

Le ultime polemiche estive - da Andreotti alla Binetti - non lasciano presagire nulla di buono. Anche l'intervento di Paolo Prodi, con una timida apertura verso i diritti "individuali", è ancora incerto, dubbio e in definitiva fumoso.

Tanto è vero che anche un iper-moderato come Grillini ha preso carta e penna per richiamare Prodi (Romano) e rivendicare i Pacs come proposta più moderata possibile, avanzata in subordine non solo alla piena uguaglianza (matrimonio come in Olanda, Belgio, Spagna, Canada, Massachusetts e presto Sudafrica), ma persono alle unioni civili di Gran Bretagna, Germania, Svezia, Danimarca, Repubblica Ceca.

Che farà il movimento? Non lo so: forse il problema è proprio questo, l'assenza di una pressione da parte dei gay e delle lesbiche di quetso paese, per rivendicare i propri diritti. Ma se i giovani non rivendicano il diritto al lavoro dignitoso e le donne non rivendicano il dominio sul proprio corpo, forse è un problema degli italiani in genere e non degli italianii glbt.

6 comments:

Giuseppe said...

Caro Aelred,
ti scrivo dall'Irlanda, il paese in cui vivo da quasi 4 anni. L'Irlanda è una nota roccaforte cattolica. La scuola pubblica e molti ospedali sono sotto il controllo delle gerarchie ecclesiastiche che ne dettano etica e ne intascano ingenti capitali. Eppure sono più ottimista per quanto avverrà ai diritti dei gay di questo paese che per la situazione italiana. Il movimento lgbt ha investito notevoli energie in campagne di sensibilizzazione dal basso e nella costruzione di una rete di associazioni lgbt. Nell'ultimo numero di un mensile gratuito e diffusissimo della comunita' gay irlandese (gcn.ie)prendono la parola ragazzi di 14-23 anni appartenenti all'associazione BeLong To. Parlano di esperienze difficili della loro emancipazione a scuola, nello sport, nella sfera sociale in generale. Ma ne emerge un entusiasmo ed un ottimismo che porterà sicuramente a molti passi avanti in futuro. In Italia assisto al fenomeno opposto. Si è fatto pochissimo nella costruzione di riferimenti nella vita comune per i tanti ragazzi gay che si vedono isolati e persi e si è puntato tutto sul dibattito parlamentare, importante ma non decisivo. Ricordo che all'età di 15 anni nel mio sperduto paesino siciliano ci fu un concerto promosso anche da arcigay. Un logo su un manifesto bastò a farmi sapere della possibilità di poter essere diverso e che si incuneò nella mia coscienza fino a scoperte molto più mature. Nonostante internet, non credo che l'esperienza dei ragazzi di oggi in Italia sia molto diversa da quella che ho vissuto. Questo mi fa male e indebolisce ogni speranza.

AnelliDiFumo said...

Il movimento litiga sul se e come e quando e dove fare gli Stati generali. Litiga perché Mancuso non è contento di chi li ha convocati (la Roma gay unita). Tutti i dettagli sul sito del Mieli, o sulla ml di Facciamo Breccia.

aelred said...

Sciltian, sugli SG - e su come sono stati convocati - ci sarebbe molto da dire...
certo, il movimento italiano è penoso, manon è colpa di Arcigay o del Mieli. è colpa dei finocchi italiani

gattopesce said...

anelli, come al solito hai sprecato le parole :)

per riassumere fedelmente la (penosa) situazione ne bastano tre:

"il movimento litiga"

AnelliDiFumo said...

Gattopesce, non sono d'accordo, ovviamente :-P Ho seguito il dibattito punto per punto, per me Aurelio ha torto marcio, gliel'ho pure scritto.

Aelred, non è colpa dei finocchi italiani. E' colpa del fatto che sono italiani anch'essi.

gattopesce said...

anelli ma che hai le fette di prosciutto sugli occhi?

il cosidetto (e inesistente come entità unica) "movimento glbt" italiano è caratterizzato da ennemila organizzazioncine che da anni, una volta ogni volta e mezza che si incontrano per discutere di qualcosa, finiscono regolarmente per litigare tra di loro perché ogni gruppuscolo pretende di "avercelo più lungo e più duro e quindi essere più qualificato a rappresentare" rispetto a tutti gli altri.

se poi vogliamo far finta che vada tutto bene, che ci vogliamo bene, che siamo tutti uniti concordi e si discute nella normale dialettica per poi addivenire a una piattaforma comune condivisa su cui si lotta tutti insieme appassionatamente, beh se è per quello ci son persone adulte che credono ancora a babbo natale.

o forse le lotte a colpi di comunicati stampa, di riunioni abbandonate, di accuse e controaccuse mentre il mondo politico continua a ignorarci e magari a legiferarci contro son solo qualcosa che ci siamo sognati?

piedi per terra, ragazzo: l'accoppiata "finocchio" (nel senso di "divina")+italiano non può dare altro che questi effetti devastanti.