Wednesday, August 16, 2006

In ricordo di Hina

Sul delitto "d'onore" (mai avrei pensato di scrivere una frase del genere per un fatto di cronaca nel terzo millennio) che è costato la vita della 21enne Hina Saleem, pakistana-italiana uccisa perché rifiutava le imposizioni della sua famiglia d'origine, è molto interessante la riflessione di s.

Riporto qui anche il mio commento al suo post: non vuole essere una difesa d'ufficio del relativismo culturale, che non approvo e non condivido. Solo il mio pensiero sulla difficoltà di diffondere valore e conquiste civili, di cui noi stessi non godiamo ancora appieno - penso soprattutto alla nostra comunità lesbica, gay, bisex e transgender - e che non sono assicurati una volta per tutte.

Da un lato aderisco alla tua riflessione: siamo tutti uguali e tutti abbiamo il diritto di non farci schiacciare dalle nostre società, tradizioni, culture, religioni.
ma non vado al di là della condanna morale e pubblica.

Mi spiego: non credo che noi (Europei, occidentali o quant'altro) possiamo andare a imporre i nostri progressi morali e civili; li possiamo proporre e propagandare, ma non "infliggere" a un'altra società.
possiamo e dobbiamo accogliere tutti quegli individui, come Hina, che hanno elaborato una scelta del genere e vogliono aderire ai nostri valori; dobbiamo pretendere da uomini come il padre di Hina il rispetto dei nostri valori.
ma non possiamo pretendere (o illuderci) di esportarli come un programma tv.

storie coeme quella di Hina non erano infrequenti nel Meridione d'Italia di 50 anni fa; la storia di Matthew Shepard viene dalla Bible Belt americana degli anni Novanta.
la nostra società ha combattuto e sta combattento contro questi istinti arcaici e pre-moderni; anche le altre civiltà potranno e dovranno arrivarci. ma con le loro forze, con la loro riflessione, con il loro tempo. dovranno essere le donne africane, asiatiche, sudamericane a combattere per questi diritti; i loro intellettuali a teorizzarli e trasferirli a quelle culture.

non possono essere innestati come un'esportazione occidentale, ma devono essere il frutto di una riflessione e un'evoluzione UMANA

1 comment:

stefano said...

Volevo rispondere alla tua risposta, ma ho bisogno di un po' più di tempo per articolare quello che penso. C'è qualcosa che non mi convince nella tua risposta (in realtà volevo quasi metterla come terza parte al "paio di risposte" che ho appena postato). Pazienza (nel senso: devi portare pazienza prima che io risponda :)