Thursday, August 17, 2006

Il marketing dello sterminio

Di solito sono cattivo; stavolta posso essere spietato?

Se sei un premio Nobel per la Letteratura, credo che non dovresti abbassarti a fare gossip della tua stessa vita per vendere qualche copia in più di un'autobiografia fresca di stampa. A maggior ragione se la vicenda più crudele riguarda il momento più basso e sanguinoso della storia europea del Novecento.

Sei milioni di ebrei, decine di migliaia di gay, disabili, zingari, testimoni di Geova: la memoria di queste vittime dovrebbe tenere a bada la voglia di pubblicità e consigliare meglio un "uomo della sinistra" come Gunter Grass, che ha imparato anche troppo bene le regole del mercato.

Poco prima della pubblicazione della sua autobiografia, ormai nell'ultima parte della sua vita, Grass si è ricordato di essersi arruolato nelle SS; e ha pensato bene - proprio alla vigilia dell'uscita del libro - di raccontarlo in un'intervista. Con tanto di prigionia in compagnia di un certo Joseph Ratzinger. E ora, di fronte alle polemiche, anticipa l'uscita del libro!

Per cortesia, le tragedie sono un'altra cosa.

7 comments:

AnelliDiFumo said...

Ho già scritto da Harry che sono d'accordo con quanto detto da lui (e da te): Grass ha sbagliato alla grandissima.

harry said...

Come ho scritto, il problema non è l'aver compiuto un errore: a tutti sia concesso di rimediare. Il problema è l'averlo confessato così tardi dopo aver lucrato per decenni proprio sull'antifascismo.
Tirare in ballo Ratzinger sembra poi un modo per lavarsi la coscienza dicendo "vedete, pure il papa era come me": come se non ci fosse differenza tra un giovane tedesco iscritto per legge alla Gioventù hitleriana (o un giovane italiano iscritto per legge alla GIL) e un volonteroso carnefice di Hitler arruolato nelle SS (o un volontario repubblichino in Italia).

festen said...

senza parole

periclitor said...

come ho scritto anche da harry nemmeno su ratzinger ha detto la verità,e per non rivelarlo dopo 60anni(vista l'età)lo ha rivelato subito di aver detto una cavolata.anche fo fece una cosa simile però durò solo 20anni.sti nobel meglio schedarli!!!!!

AnelliDiFumo said...

Insomma, Harry fa giustamente differenza tra un repubblichino come Mirko Tremaglia e un Giorgio Bocca, uno Eugenio Scalfari, un Indro Montanelli. Sono d'accordo.

Detto ciò, io uno che è stato iscritto alla Gioventà hitleriana non l'avrei messo proprio a fare il papa, ma queste sono sensibilità etiche che non mi aspetto da una Chiesa che, quando scopre un suo alto pastore incularsi i chierichetti, anziché di consegnarlo alla giustizia dei tribunali lo trasferisce di diocesi o di continente...

disorder said...

D'accordo anch'io. La cosa più squallida in assoluto (più del ritardo della confessione, più del tirare in ballo Ratzinger in modo improprio) è l'utilizzo della vicenda per farsi pubblicità e guadagnare. A quell'età poi.

harry said...

Sarebbe come dire che "nessun tedesco nato prima della guerra può fare il papa", cosa alquanto insolita, sia per i canoni della Chiesa (che ha carattere universale e non fa distinzione di etnia o nazionalità) sia per quelli dello stato di diritto (con questi criteri, la Germania avrebbe dovuto subire un governo alleato provvisorio per circa cinquant'anni). Suvvia, cerca almeno in quest'occasione in cui il cristianesimo c'entra come i cavoli a merenda di lasciare da parte la tua fissazione anticristiana :-)

Bocca è un altro caso ancora diverso da tutti quelli presi in esame. E' vero che passò da un fronte all'altro, ma è anche vero che nel fronte precedente aveva avuto ruolo attivo (poi messo a tacere nei suoi ricordi personali) nella propaganda del regime (ricordo un suo scritto antisemita in un giornale locale).