Wednesday, April 19, 2006

Tu quoque, Francesco

La signora Letizia Brichetto Arnaboldi, miliardaria genovese, figlia di miliardario genovese e moglie di miliardario milanese, il petroliere Gian Marco Moratti, ha presentato la sua lista "civica" per le elezioni del sindaco di Milano. Fra i personaggi della "società civile" che hanno deciso di correre insieme a lei c'è anche Francesco Italia, affascinante ex direttore di Gay.tv e, a sua volta, attivista dei diritti delle persone omosessuali.

Con tutto il rispetto per Francesco, che conosco solo via Internet e dalle poche foto che circolano di lui, trovo davvero strano, se non proprio inconcepibile la sua scelta di appoggiare un politico come la Moratti. Che, da candidata a sindaco di Milano, non ha creduto opportuno dimettersi dalla carica di ministro. Che sostiene la destra religiosa cattolica. Che finanzia una realtà come Sanpatrignano. Che rappresenta il conservatorismo meno aperto al moderno, tranne quando si tratta di soldi.
Perché?

24 comments:

FireMan said...

hai letto la descrizione?
dice: "Amministratore Delegato di una società di consulenza strategica; già direttore di una rete satellitare"... mica "Amministratore Delegato di una società di consulenza strategica; già direttore di Gay.tv"...

EasyGaio said...

...perkè lo pagano...

francesco italia said...

Carissimo Aelred e carissimi della blogosfera, visto che sono un vostro fedele lettore (ho tra i preferiti l'indirizzo di village, tom, fireman, malvino e via discorrendo), in realtà non posso dire che non mi aspettassi delle reazioni da parte vostra alla mia candidatura, e non certo reazioni entusiastiche... Prima di accettare la candidatura (che mi è stata proposta da Ombretta Colli), mi sono consultato con alcuni di voi, con personaggi di spicco del mondo omosessuale italiano schierati a sinistra ed anche con la mia coscienza. E' di oggi la notizia ufficiale che Aurelio Mancuso non sarà candidato alle elezioni comunali per i DS. E questo non dipende né da me, né da Letizia Moratti né dalla destra omofoba e razzista, né probabilmente da Aurelio. Dipende dal fatto che evidentemente i DS non hanno fornito ad Aurelio alcun tipo di appoggio per l'elezione. Per essere eletti a Milano sono necessari più di 1000 voti e senza un appoggio di partito o un personale ampio bacino di voti, essere eletti è praticamente impossibile. Tu, più che legittimamente, concludi il tuo post con un "perché?" Questo appena elencato è il primo dei motivi. Mi vuoi spiegare per quale motivo dei gay come me, direi moderati e di centro, dovrebbero avere come unica opzione di voto alle comunali, un candidato di rifondazione comunista? Questo per me significherebbe non votare alcun candidato gay. Perché mai? E' vero, la destra ha espresso in passato e soprattutto durante la campagna elettorale appena trascorsa dei toni omofobi, sprezzanti e inaccettabili. Ma allora cosa dobbiamo fare, lasciarli fare o arrivare ad un muro contro muro che non porta a niente per nessuno? Io credo che il bene comune dei gay italiani e milanesi non stia né a destra né a sinistra. Credo che il ns obbiettivo dovrebbe essere unico e condiviso, ma che le strade per raggiungerlo possano essere molteplici. Tanto più in un contesto politico in cui i gay fanno comodo a tutti per fini elettorali, ma poi quando si tratta di sostenerli sul campo spariscono a gambe levate. Mi rendo conto che le obiezioni alla mia candidatura, alla Moratti, ai partiti che sostengono la lista possano essere molteplici e ragionevoli. La mia non è certo una posizione comoda, ma ho le spalle larghe e soprattutto sono strapagato!!!!!! (questa è proprio bella easygaio :-). Ma non lo è nemmeno quella di chi mi ospita, di chi ieri ha pubblicamente sostenuto la mia presenza nella lista, di chi si è detta aperta a discutere della possibilità di offrire il patrocinio al gay pride a Milano, di chi certo non mi ospita per fini elettorali. Perché alla Moratti non fa certo comodo avermi in lista. Poi, sulla persona, è possibile avere tutti i pregiudizi del mondo, ma visto che io da sempre il pregiudizio lo combatto, ho messo da parte le mie riserve su di lei e provo a valutare le sue parole ed i suoi comportamenti nel concreto. Ecco perché spero che tu vorrai aggiungere tra gli elemnti che connotano la persona Letizia Moratti, quello di aver candidato un gay dichiarato nella sua lista civica. Tra l'altro non si può certo dire che io sia una persona di destra (se vorrai offrirmi la possibilità di illustrarti il mio programma te ne accorgerai), non ho tessere di partito, sono candidato in una lista civica e se succedesse un miracolo non sarei eletto con voti di lista ma solo con voti dati a me singolarmente. Ciò mi consentirebbe una totale indipendenza di giudizio e di azione. Spero vorrai credere che per me tutta l'attenzione che la notizia ha ricevuto in questi giorni è già un grande risultato. Oggi parlano della candidatura di un gay nella lista Moratti quasi tutti i quotidiani (tranne, guarda caso, repubblica, sic!) e credo che questa rappresenti una grande occasione di visibilità per la causa gay oltre ad offrirmi la possibilità di attirare l'attenzione sulle tematiche legate ai diritti civili anche nella campagna per il comune. Oggi, in una trasmissione della fascia quotidiana di Antenna3 alla quale partecipavo, non si è parlato altro che di gay, e tantissime sono state le telefonate dei gay in diretta. Ecco perché, stimato Aelred, non mi riconosco nel "tu quoque" che titola il tuo post, perché non credo di aver fatto nulla per tradire la causa in cui credo e per la quale mi batto da sempre, non da militante politico ma da semplice cittadino, nella società civile, in famiglia, nella cittadina siciliana in cui vivono i miei genitori, sul lavoro. Grazie mille per lo spazio che mi concedi e per condividere quotidianamente una causa per la quale vale sicuramente la pena combattere. Spero di conoscerti presto, Francesco

aelred said...

guarda Francesco, sono contento del tuo intervento diretto. e un po' - lo confesso - ci speravo :P
Non voglio fare il processo alle intenzioni: a me la Moratti non piace e il suo schieramento ancor meno, ma se deve vincere e amministrare Milano, beh, meglio che sia sostenuta anche da gente come te che solo da leghisti e ciellini.
Ciò detto: ti aspetto e soprattutto aspetto la signora M. alla prova dei fatti. voglio vedere se la tua candidatura sarà solo di facciata o se otterrai sostegno e mezzi per la tua elezione. e soprattutto se la Moratti si impegnerà pubblicamente per i gay milanesi.
Ferrante lo ha già fatto, su mia precisa domanda; sarebbe ancora meglio se lo stesso facesse lei.
E naturalmente ti auguro di essere eletto (anche se, probabilmente, non con il mio voto :).
PS: credo che Aurelio abbia rinunciato perché i Ds si presenteranno nell'Ulivo, insieme alla Margherita. E lui stesso aveva escluso una candidatura in un caso del genere.

Gatto Nero said...

C'è da dire, caro Francesco, che pare tu possa avere un discreto futuro in campo politico: tendenza a piegare/rinnegare principi in base ai propri scopi personali da raggiungere, capacità di far passare per buono anche l'omicidio del proprio cane, nel caso.
Dici di essere un appartenente all'ala della moderata di centro (ringraziando Dio), ma ti candidi in quello che affermi tu stesso essere uno schieramento che "ha espresso in passato e soprattutto durante la campagna elettorale appena trascorsa dei toni omofobi, sprezzanti e inaccettabili." Dici che "per essere eletti a Milano sono necessari più di 1000 voti e senza un appoggio di partito o un personale ampio bacino di voti, essere eletti è praticamente impossibile" ma poi relativizzi l'importanza del partito scelto perché "non ho tessere di partito, sono candidato in una lista civica e se succedesse un miracolo non sarei eletto con voti di lista ma solo con voti dati a me singolarmente. Ciò mi consentirebbe una totale indipendenza di giudizio e di azione.", quando sappiamo benissimo che un "indipendente" ha ben poche possibilità di portare avanti alcuna politica senza un appoggio partitico (specie su temi scottanti come quello dell'omosessualità).
Mi spiace, non mi convinci. Forse convincerai molti, però, sei fortunato (il politico che in prima persona si difende, specie sui blog, scatena una discreta simpatia).
Che poi tu dica che alla Moratti la tua candidatura non faccia comodo, però, è una discreta manciata di fumo negli occhi: qualunque candidato che voglia apparire (e sottolineo "apparire") moderno *deve* avere nelle sue fila un omosessuale dichiarato (per quanto, come ha fatto notare fireman, senza nemmeno fare diventare la sua omosessualità come un punto di forza della candidatura).
Che poi - se eletto - verrà data a questo candidato una dignità politica non solo di facciata, questo è decisamente un altro conto.

francesco italia said...

Ciao a tutti, brevemente (perché non voglio ammorbarvi, in fondo ho voluto io la bicicletta ed ora tocca pedalare a me!!) in risposta a Gatto Nero: come scrivevo nel post precedente, non ho motivi personali e non credo di tradire alcun principio. Ribadisco che non sono mai stato un attivista politico e mi chiedo se questo mi impedisca di avere delle idee politiche... Il riferimento all'appoggio necessario da parte dei partiti per l'elezione riguardava il caso di Aurelio e dei DS; chiaramente non parlavo di me che partecipo in prima persona in una lista civica e quindi purtroppo non ho alcun supporto specifico da parte di alcun partito. Non so se riuscirò a portare avanti alcuna politica specifica sull'omosessualità (e questo indipendentemente da una elezione quantomai difficile), certo è che ho già ottenuto i primi risultati in termine di visibilità per la causa gay. In conclusione, la descrizione di cui parla fireman non è redatta da me ma dai responsabili di lista, che evidentemente non sono così convinti di voler "apparire moderni"... Mi dispiace che tu parli di "fumo negli occhi", di "capacità di far passare per buono l'omicidio del proprio cane", e in generale che usi in relazione a me immagini in cui non mi riconosco. Spero di riuscire a farti ricredere, non per "convincerti", ma perché trovo assurdo che ci si faccia la guerra tra noi che lottiamo per obbiettivi comuni. Ciao.

Guapo said...

Caro Aelred
perchè non ti candidi pure te, magari con Rifondazione? Sarebbe bella una lotta tra te e Francesco! A Roma non so chi si candiderà, se lo sai ti prego di dirmelo. Se pensi che Rifondazione a Roma ha preso più del 9% e secondo me grazie anche a Luxuria, evidentemente i gay attirano voti. Secondo me è anche utile che ci siano delle "quinte colonne" all'interno di schieramenti non proprio friendly poichè il sistema al giorno d'oggi va cambiato dall'interno, le rivoluzioni non credo siano più fattibili. Mi auspico che ci siano sempre quote "gaye" spontanee all'interno delle liste ( e non deciso per denigrante decreto) in modo da cambiare le idee con la propria presenza oltre che per quello che si dice. Un in bocca al lupo a Francesco (non potrò darti il voto perchè sono di Roma) e un consiglio ad Aelred di "scendere in campo in tacchi a spillo" perchè sei in gambissima! Ciao dal Guapo

harry said...

Punto primo: trovo curioso che si definisca "principio" e non "dato naturale" la sessualità. Punto secondo: scommetto che sareste (giustamente) balzati sulla sedia se questo o quel partito avesse messo un veto su candidati gay. Perché fare altrettanto se, all'opposto, li si candida? Punto terzo: la Cdl ha un discreto numero di rappresentanti omosessuali, non vedo la novità. Saluti.

FireMan said...

come suol dirsi: "le chiacchiere stanno a zero". nessuno vuole impedire ad alcuno di candidarsi per qualsiasi schieramente (anche se iotrovo personalmente inconcepibile per un gay candidarsi con uno schieramento del centro-dx) ma di fatto, tu francesco non hai dato alcuna idea di cosa intendi fare se non chiedere il patrocinio per il pride di milano, cosa che francamente mi sembra un po poco... continuo a leggere i tuoi interventi ma non trovo uno straccio di accenno a possibili tuoi interventi in merito ad alcunchè...
inoltre, non avrai scritto tu la tua descrizione, ok ci posso stare, ma a mio modo di vedere sei tu responsabile di quelle info, sono o non sono riferite a te?
parlando di visibilità invece, è vero che visibilità ne hai attratta ma per te, non per la "causa"... non voto a milano - sono a roma - ma sinceramente con questi tuoi "brevi" interventi non mi convinceresti mai a votarti...

disorder said...

La presenza di candidati gay non in un'altra destra, ma in *questo* centrodestra italiano (alleato a partiti ultraclericali, razzisti, omofobi, le convinzioni dei quali oltretutto sono condivise dalla maggioranza della sua classe dirigente) non fa che avallare la loro teoria dell'omosessualità, che va
-o repressa,
-o vissuta nel privato come "i tanti amici" della Santanchè,
-oppure neutralizzata facendo il Cecchi Paone o l'Oliari della situazione, l'inutile specchietto per le allodole che rinfranca quei tanti gay che votano orgogliosamente partiti come An i cui esponenti qualche tempo fa avrebbero ripristinato per loro i forni.
Questo mi basterebbe personalmente per non votare neanche il candidato gay che più conosco e stimo che si candidi con la destra, per quanti fiumi di retorica possa produrre a giustificazione della sua candidatura.

Sciltian Gastaldi said...

Signor Francesco Italia, rompo la consuetudine di firmarmi col nome del mio blog, perché qui si parla di persone in carne e ossa, e dunque mi pare corretto firmarsi col proprio nome e cognome.

A me i suoi discorsi proprio non convincono punto. La candidatura di un gay, nel suo argomentare, sembra essere tornata a essere un atto di coraggio, una sorta di medaglietta. Cosa che avevamo superato, almeno a Sinistra: veda la Rosa nel Pugno, partito più votato dai gay italiani, che però non candidava alcun personaggio Glbt in testa di lista in tutta Italia.

Seconda considerazione: ci credo che la sua candidatura con la Moratti ha fatto tanto rumore. E ne avrebbe fatto molto di più se lei si fosse candidato con un partito alleato di governo della signora Moratti alle ultime politiche: la Lista Mussolini.

L'idea che Bruno Ferrante, già questore stimato, sia "il candidato di Rifondazione", quasi che fosse un iscritto alla III internazionale, fa sinceramente sorridere fino alla Calabria.

Capisco che la Moratti sarà eletta a sindaco a Milano e capisco che lei aveva voglia di fare carriera politica. Ma si ricordi che candidarsi, da gay, in una coalizione di omofobi, sessisti, fascisti, xenofobi, clericali e ciellini le fa fare una figura ancora peggiore di quella del fagiano che vota partito cacciatori; le fa fare la figura del fagiano che si candida nel partito cacciatori.

Mi auguro che della sua scelta si parlerà anche nelle comunità Glbt del resto d'Europa, dove si conosce bene la caratura dell'odierno centro destra italiano, da Tremaglia a Calderoli, da Giovanardi a Berlusconi.

E non dico niente sulle riforme della Moratti per la scuola, per carità di patria.

Il fagiano candidato! said...

Carissimo Signor Gastaldi, tralasciando il merito sul quale mi sono già espresso, mi chiedo: se la Rosa nel Pugno è il partito più votato dai gay italiani, mi spiega come mai dall'alleanza radicali-sdi non si è riuscito a cavare più di un misero 2,8% (di cui io per primo sono stato estremamente deluso)? Perché purtroppo molti gay italiani fuori dalle discoteche, dalle saune e dai parchi si dimenticano di essere gay, hanno la ragazza, hanno spesso mogli e figli, non sono dichiarati in famiglia e non lo saranno mai sul lavoro. Questo perché purtroppo la sinistra in Italia non ha dato nulla ai gay. A Milano, i ds non sono nemmeno stati in grado di sostenere la candidatura di Aurelio Mancuso. L'arcobaleno è facile sventolarlo quando si deve abbindolare un elettorato sensibile. Ma nei fatti?
Se domani avessimo una legge sulle unioni di fatto (cosa che mi auguro di tutto cuore), mi sa dire quanti gay sottoscriverebbero un "pacs"? Sa quante delle persone che vanno a fare "le pazze" senza maglietta o in parrucca al pride, sono poi dichiarate in casa o sul lavoro? Una stretta minoranza. E non perché non abbiamo una legge sulle unioni di fatto. Ma perché i gay che decidono di esporsi in prima persona sono a tutt'oggi pochi e poco visibili. Le sembra paradossale che io parli della mia candidatura quasi fosse un atto di coraggio... A me sembra paradossale che in Italia gli unici gay allo scoperto siano Malgioglio, Platinette, e Leonida. E che l'unico titolato a rappresentare le istanze dei gay italiani sia Grillini (che peraltro stimo moltissimo) e solo se lo fa in contiguità di uno schieramento di centrosinistra con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

Sciltian Gastaldi said...

Signor fagiano,

il 2,59% (e non 2,8%) preso dalla RnP non è il risultato che gli ottimisti si auguravano, ma rappresenta comunque un milione di voti, per cui non si può parlare di fallimento del progetto RnP, che difatti continua e, non a caso, a sinistra.

Gli elettori Glbt italiani hanno ritenuto di suddividersi in modo decrescente fra RnP, Ds, Rifondazione comunista, Verdi/Pdci e Forza Italia perché questi partiti li hanno percepiti come amici. Con una notevole differenza: chi sceglie di votare Fi o la Cdl ed è gay dice sempre: "dei miei diritti civili mi interessa poco, per me è essenziale il programma economico". Commettendo, a mio modo di vedere, una doppia idiozia, visto come il governo Berlusconi non ha saputo gestire la politica economica di questo Paese.

Lei invece sembra essere l'unico candidato gay convinto che la Cdl di oggi possa occuparsi anche dei suoi diritti civili, e in questo è in tutto un fagiano. Della sottospecie carrierista, aggiungo io.

Nell'elenco delle persone Glbt che si occupano dei diritti dei gay ha curiosamente dimenticato personaggi come Vladimir Luxuria, Alfonso Pecoraro Scanio, Daniele Capezzone, Giampaolo Silvestri, Titti De Simone. Tutti deputati o senatori eletti nelle file di questo centrosinistra.

I risultati in termini di unioni civili eccetera li vedremo da qui a un anno, lasci almeno che il governo Prodi si possa insediare. Certo, con due senatori di maggioranza non sarà semplice approvare ciò che nel programma dell'Unione sta scritto, ma per lo meno lì è scritto.

In quello della Cdl dei "froci" non si parlava se non in termini neonazisti, non so se capisce la differenza.

Per tutti questi motivi (e molti altri, ma questo è un blog) le auguro di non essere eletto; ai fagiani carrieristi preferisco mille volte gli specchietti per le allodole. Chiedere all'elettorato gay di votare per questa Destra italiana di oggi è qualcosa che va al di là del bene e del male.

fagiano carrierista said...

Illuminatissimo buon uomo,
se c'è una cosa che da sempre mi stupisce è che voi coltissimi intellettualissimi, precisissimi, unicissimi depositari delle ultimissimissime verità escatologiche, essendo anche unici veri liberali sul pianeta, non riusciate a dialogare senza farvi scappare insulti e senza soprattutto alterare un tono che pareva garbato e talmente autoironico da parte mia che mi sono persino firmato fagiano!!
Scemo io!
Non mi resta che porgere l'altra guancia, augurandomi, indipendentemente dalla elezione (utopica), che il mio afflato carrierista mi risparmi almeno il rispetto e la buona educazione che lei ha perduto mentre si arricchiva di supponenza.
Tanti auguri alla sua specie spero in estinzione.
Francesco Italia

Sciltian Gastaldi said...

Signor Italia,

non la facevo così permalosa. Ma è proprio sicuro di volersi mettere in politica? I toni che ho usato io sono assolutamente zuccherosi, rispetto a quelli che troverà da parte sia dei suoi avversari che dei suoi colleghi di partito. Per non parlare di quelli dei camerati a lei alleati, che attualmente la chiamano "culattone" perfino su carta intestata della Repubblica.

Dia retta a questo supponente in via di estinzione: ci ripensi e si ritiri, non la vedo molto adatta alla scena politica.

Sciltian Gastaldi said...

Errata corrige: Volevo scrivere "non la facevo così permaloso". Ho sbagliato tasto, non c'è malizia, ovviamente, e chiedo scusa per il refuso.

francesco said...

Caro Gastaldi,
il refuso si ripete anche in fondo, quindi pur credendo nella sua buona fede immagino un qualche influsso freudiano... :-))
Non crede che io sappia di stare in mezzo agli omofobi e ai razzisti? Solo ke non penso che siano tutti così, come d'altra parte non penso che a sinistra siano tutti aperti e pronti a porgere la mano ai gay. In un incontro a Sesto San Giovanni in occasione di un comizio dei ds, campeggiava un manifesto con scritto: "Berlusconi Culo". Immagino fosse una delle peggiori offese possibili...
L'ignoranza e il pregiudizio sono, purtroppo, ovunque... Tanto è vero che in 20 anni non si è ottenuto un bel niente e che a Milano, per la stessa ragione, siamo stati privati della candidatura di Aurelio Mancuso.
Io cerco di reagire, a modo mio, sbagliato forse, ma ci provo. Non credo di essere particolarmente permaloso, solo che mi piacerebbe che si tentasse di comprendere (non condividere) il mio approccio, invece di saltare a cocnlusioni inappropriate su miei supposti carrierismi e mancanza di capacità logico intellettive, xché mi sembra una chiusura al dialogo e al confronto. E io, malgrado sclete che appaiono a molti di voi incomprensibili e ingiustificabili, mi sento parte di un gruppo che lotta per il raggiungimento di uno scopo comune, non su barricate opposte di una fazione avversa.
Notte.

Gatto Nero said...

Gent.mo signor Italia,
le svelo un segreto: "lei" e "la", in italiano, potrebbero star ad indicare una generica "terza persona", e sono spesso usati come segno di rispetto per l'interlocutore. :D

Gatto Nero said...

(ecco, che uno rilegge cinque volte lo stesso messaggio proprio per evitare figure barbine, e poi gli sfugge un "adatta". Vede come va a rovescio, il mondo?)

Sciltian Gastaldi said...

Gatto, io almeno ho la scusa che non rileggo mai un tubo di ciò che scrivo (e si vede...) ;-) Comunque grazie per la difesa d'ufficio, è stata lo stesso apprezzata. :-P

Signor Italia (e con questo chiudiamo la polemica), il suo problema è che lei ragiona COME SE fossimo in Regno Unito, e lei si fosse candidato con i Liberaldemocratici, anziché coi laburisti.

Purtroppo, lei si è candidato con una coalizione che verrebbe schifata, nel Regno Unito, non soltanto dai LibDem, ma anche dagli stessi Conservatori, che su questi temi (i diritti civili delle persone Glbt) reputano il centrodestra italiana alla stregua di un troglodita della politica. E il bello è che hanno ragione i Conservatori inglesi!!!

Berlusconi si divertiva ad appellare Prodi come "l'utile idiota" dei comunisti. Non vorrei mai rubare il copyright di quel triste figuro per girare il concetto in termini magari meno rozzi nella forma, ma equivalente nella sostanza. Occorrerebbe anche cambiare il nome degli approfittatori: non i "comunisti", ma i "neofascisti" parte integrante della Cdl.

Se ragioniamo in termini di politica odierna, c'è la differenza che passa tra chi scaglia finocchi contro un trans, chiamandolo "frocio", e chi lo candida (e lo elegge) al Parlamento.

Guapo said...

Certo che se non ci rispettiamo tra di noi, perchè pretendere che lo facciano gli altri?
L'idea che per la quale bisogna essere duri e puri e non pragmatici, non mi convince faccio un esempio: la Rice dovrebbe essere nel partito demcratico visto che è nera? Il sindaco gay di Parigi, non è nel partito di Chirac? Il povero Furtuyn che era gay, non era della destra xenofoba e nazionalista olandese? E ve ne sarebbero tanti altri...
Per quanto mi riguarda pertanto, plaudo al coraggio di Francesco e chissà che coloro che oggi ci insultano, conoscendolo di persona possano cambiare idea. Io non lo conosco di persona, ma uno che ha diretto gay.tv facendolo diventare un network importante, probabilmente è uno in gamba.
E' anche inappropriato fare le maestrine che correggono la grammatica: probabilmente voi conoscete l'informatica meno di quanto Francesco conosca il dolce stil novo...
Un saluto a tutti.
Guapo

Sciltian Gastaldi said...

Guapo, hai confuso, la grammatica la correggevano a me. E avevano pure ragione... ma se mi mettessi a rileggere ogni volta quel che scrivo anche nei commenti dei blog, commenterei un terzo di quanto faccio.

Nel merito: anche se non conosco Francesco Italia personalmente, qui non è in questione un giudizio sulla persona. E' in questione un giudizio sulla scelta politica. E candidarsi oggi nel centrodestra italiano, specie se sei gay, è una cosa SBAGLIATA. Ma non perché io abbia i paraocchi ideologici. Bensì per le posizioni del centrodestra italiano di oggi sui diritti civili (e non solo).

Come vedi, è una questione politica-politica, non certo personale.

Infine: dare del fagiano o del carriersita a qualcuno non è insultare. E' schermaglia politica. Se poi Italia mi dice che si è offeso, a me non costa niente chiedergli scusa, ma ribadisco: se si vuole fare politica occorre prendersela di meno su frasi del genere.

Gatto Nero said...

Per quanto mi riguarda pertanto, plaudo al coraggio di Francesco e chissà che coloro che oggi ci insultano, conoscendolo di persona possano cambiare idea. Io non lo conosco di persona...
"Ci"? Lapsus? Errore? Disattenzione?
(è prima mattina, faccio le pulci :D )

AnelliDiFumo said...

Mitico gattaccio adorabile. Per una finezza del genere potrei fare pazzie. ;-)