Thursday, March 30, 2006

Parole, parole, parole

Ogni occasione è buona; ogni evento è opportuno per ripetere sempre la medesima dottrina, come un mantra. "Protezione della vita dal concepimento fino alla morte naturale" e poi difesa della "naturale struttura della famiglia, quale unione tra un uomo e una donna basata sul matrimonio".

Non si contano più, ormai, gli interventi del Santo Padre, per ribadire gli insegnamenti politici della Chiesa cattolica romana. Peccato che tanto impegno, tanta perseveranza non siano altro che il segnale di una profonda debolezza. Se sono costretti a ripetere ogni volta che la famiglia è "solo quella fra un uomo e una donna, uniti in matrimonio", forse significa che sempre più persone credono nell'esistenza anche di altre famiglie, diverse da questa.

Se c'è bisogno di cercare con tutte le forze e ottenere, a ogni costo, la protezione e il "braccio secolare" del potere politico, significa che la forza della predicazione e dell'esempio è ormai venuta meno. Solo la legge civile può imporre, ormai, i precetti religiosi.

Gli interventi «delle Chiese o delle comunità ecclesiastiche» nel «pubblico dibattito, richiamando ed esprimendo riserve sui principi» non «costituiscono una forma di intolleranza o di interferenza, perché sono finalizzati ad illuminare le coscienze» di tutti gli uomini.
Sarà: ma se piuttosto che "delle chiese" leggiamo "degli ayatollah", ecco un discorso perfetto da mettere in bocca agli integralisti musulmani. O mi sbaglio?

Wednesday, March 29, 2006

Dagli amici mi guardi Iddio (ovvero niente Casini)

Se nemici dei gay come Tremaglia, Calderoli o Forza Nuova hanno almeno il pregio di dire quello che pensano e ostentare la propria omofobia, negli ultimi tempi si fa largo una nuova schiera di politici che negano i nostri diritti, intendono lasciarci nell'ombra e privi di riconoscimento, eppure rivendicano di farlo "per noi", appellandosi a una quantità di "amici omosessuali" che frequentano e che non desiderano assolutamente, anzi aborrono, qualunque forma di tutela giuridica per le coppie dello stesso sesso.
Da amici simili meglio stare alla larga.

Così la Santanché, in un'ormai celebre intervista rilasciata a Gay.it (e adesso, non so perché, sparita dal sito):
"Io non voglio l'ingerenza dello Stato e mi stupisco che voi la chiediate a tutti costi. Io ho tantissimi amici omosessuali e nessuno di loro sarebbe d'accordo sul matrimonio o sui Pacs. Si sono sempre considerati uomini liberi, venuti meno alle regole, e oggi francamente mi stupisce che chiediate delle regole".

Ora anche il presidente della Camera (ricordate?) Pier Ferdinando Casini si preoccupa di informarci che ha "tanti amici omosessuali" con cui parla spessissimo. E che non vogliono il matrimonio né i Pacs né altre forme di legame. Càspita, che amicizie Pier!

"Io non ho pregiudizi sulle unioni di fatto e non esprimo opinioni, tuttavia, sentendo anche i miei amici omosessuali con cui ho parlato tante volte, loro mi hanno sempre ribadito che sono i primi che non vogliono i diritti equivalenti a quelli del matrimonio: non e' vero, dunque, che l'universo gay italiano ritiene che la vera scelta progressista sia quella di parificare le unioni omosessuali alle famiglie regolari".

In una lunga intervista a Radio Anch'io, su Radio Uno, qui il podcast, Casini si permette di interpretare il pensiero di milioni di persone omosessuali. Non solo: lancia anche un appello.
"Un conto è parlare dell'estensione dei diritti, un conto e' parlare di una sorta di corsia parallela alla famiglia formata dalle unioni civili e dai Pacs. Io faccio appello a tutti gli omosessuali che conosco e che la pensano come me, perche' non possono essere rappresentati solo da chi partecipa a delle manifestazioni esibizionistiche o di piazza, perche' non c'e' solo questa parte di omosessualita', ci sono delle persone straordinarie che vivono con dignita' la loro condizione di diversita' e che ritengono che una famiglia significa assunzione di diritti e doveri e chi non si assume certi doveri non può pretendere di avere gli stessi diritti".

Caro presidente (ancora per poco, spero), noi vogliamo diritti e doveri; siamo i primi a chiedere doveri. Non per tutti, ma per chi li vuole accettare. Doveri di assistenza, di vicinanza, di sostegno, di affetto.
Chi avrà gli uni, avrà anche gli altri. Siete voi che negate sia diritti sia doveri.

Tuesday, March 28, 2006

Come volevasi dimostrare

Quello che dicevamo due post fa si è prontamente riproposto.
Per polemizzare contro i Pacs, in tv Carlo Giovanardi non ha trovato altro argomento che dire "non sono d'accordo con la legge spagnola che consente ad una coppia omosessuale di adottare un bambino, perche' fa vivere un incubo al bambino stesso. Sono visioni che distorcono in maniera brutale i diritti dei bambini".

Su questo punto è intervenuto poi Bertinotti, che non trova nulla di strano se un bambino - invece di crescere in un istituto - è accolto da un nucleo familiare, anche composto da persone dello stesso sesso. Mentre anche Rosy Bindi, in un forum sul Corriere.it, a una precisa domanda se affiderebbe un bambino a una coppia gay risponde sostanzialmente di no:
Sui bambini e sui processi educativi non si scherza. Credo però che costruire giuridamente una situazione che è squilibrata educativamente non va bene. Chiedo a una coppia gay di rinunciare a questo desiderio anche nel rispetto di un bambino.

Questo tema, però, non è all'ordine del giorno e, prima di essere affrontato, ha bisogno di un lavoro preparatorio, sotto il profilo culturale.
La stessa Bindi, poco prima, prende una posizione molto precisa sui diritti delle coppie dello stesso sesso:
...La famiglia di cui noi parliamo è quella prevista dall'articolo 29 della Costituzione, fondata sul matrimonio. Ma non possiamo discriminare le persone in base alle scelte che compiono. Noi non lo chiameremo matrimonio ma uno stato di diritto laico non può fare a meno di regolare certi rapporti.

Proprio come aveva chiarito Prodi l'altro ieri, dopo la lettera di Bobba e Binetti.

Monday, March 27, 2006

Né con la Cdl né con l'Unione

Finalmente è finito il collateralismo dell'Arcigay. La più grande associazione italiana di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, nell'ultimo Consiglio nazionale, ha stabilito la linea che terrà in campagna elettorale. Lotta contro Berlusconi e il suo governo omofobo di Tremaglia, Buttiglione e Calderoli, con l'aggravante dei partiti nazi-fascisti che sono entrati nella Casa delle Libertà.

Ma nessun sostegno all'Unione, che ha deluso le attese e non è stata in grado di raggiungere un compromesso di alto livello. Voto "solo a quei partiti (Italia dei Valori, Pdci, Rosa nel Pugno, Verdi, Rifondazione, Ds) che hanno inserito in modo esplicito le nostre richieste nei propri programmi, ma non ci riconosciamo nell’Unione in quanto tale".
Dal giorno dopo le elezioni, se vincerà il centrosinistra, bisognerà lottare ancora di più per evitare che i nostri diritti siano dimenticati.
"Inizia per noi una fase di radicalità sociale: oggi per mandare a casa Berlusconi, domani per richiamare il futuro governo ai suoi doveri costituzionali di fronte al Paese”.

Sunday, March 26, 2006

Attenti al fattore B

B come Binetti (Paola) e Bobba (Luigi). La prima, numeraria dell'Opus Dei e già presidente del comitato ruiniano Scienza & Vita; il secondo, ex presidente delle Acli. Entrambi candidati per la Margherita alle prossime elezioni. Al Senato.
Insieme hanno presentato una lettera da spedire agli elettori della Margherita e ai cattolici in generale, per rassicurarli su eutanasia e Pacs: "se andremo al governo, queste cose nei prossimi cinque anni non si faranno. Ci assumiamo questa responsabilità, avremo una funzione di garanzia per questi valori che riteniamo condivisi da un'amplissima parte della popolazione italiana".

Bene, complimenti. Non solo questi qui si prendono i voti della Margherita senza muovere un passo, nonostante nel partito ci siano anche liberali come Zanone; ma neppure sono arrivati in Parlamento e già dettano legge.
Meno male che Prodi e Fassino non hanno perso tempo a rassicurare il centrosinistra che una legge sulle unioni civili si farà. Ecco Prodi:
«Basta leggere il programma che abbiamo firmato tutti tranne la Rosa nel pugno. Le unioni civili sono definite come diverse dalla famiglia ma uno stato laico non può ignorare un milione di cittadini che ha uno stile di vita impostato su una modalità diversa dal matrimonio. E' una responsabilità questa anche per i cristiani impegnati in politica».

Thursday, March 23, 2006

Basta menzogne sui gay

Ormai la campagna elettorale italiana sta toccando i punti più bassi della decenza, con disinformazione, menzogne, deformazione dei fatti. E le vittime preferite sono, come sempre, i più deboli. In questo caso, tra gli altri, i gay.

Nessuno, neppure il più radicale del movimento gay, ha mai sollevato in Italia la questione dell'adozione di bambini da parte delle coppie dello stesso sesso. Eppure ogni santa volta che si discute di riconoscimento delle coppie gay e lesbiche, ogni volta, il primo argomento è "No, i bambini non si toccano".
Così Casini, Giovanardi e i leghisti in ordine sparso. Ma così anche Rutelli ("Zapatero ha sbagliato". sì, peccato che Zp abbia vinto le elezioni, mentre Rutelli perse con disonore nel 2001) e Mastella.

Ma chi li vuole 'sti bambini? Ma teneteveli! Ché sono solo una scocciatura. Eppure, sempre lì ad agitare lo spettro dei bambini. Questa è davvero disinformazione, propaganda goebbelsiana, violenza ai danni di una minoranza - quella lgbt - che non si può difendere.
Mentre i bambini in carne e ossa sono vittime, spesso, dei loro genitori biologici. Ed eterosessuali.

Wednesday, March 22, 2006

Scopri l'errore

"Il matrimonio è un'unione fedele, esclusiva e per tutta la vita, fra un uomo e una donna"

Questa è la definizione corretta del matrimonio, almeno secondo i vescovi della Conferenza episcopale americana. Per questo motivo essi sostengono il progetto di Bush di introdurre un emendamento alla Costituzione americana, in cui si scriva nero su bianco che il matrimonio è "solo l'unione fra un uomo e una donna".
Bush scriverà anche tutto il resto?

Tuesday, March 21, 2006

Nihil novum sub sole

Ruini non cambia, neppure nella sua ultima prolusione da presidente della Cei al Consiglio permanente dei vescovi italiani. A settembre infatti sarà sostituio e il Papa sta già cercando il suo successore.
Comunque, il cardinale è tornato una volta di più sul tema del Pacs, ha scomunicato le leggi regionali, come quella che sta preparando la Puglia, e ha ripetuto una volta di più che le unioni civili (o i Pacs) danneggiano gravemente la famiglia legittima fondata sul matrimonio (ergo, esistono altre famiglie, più o meno legittime, anche fuori dal matrimonio).

Con tutto ciò "don Camillo" ha avuto l'ardire di sostenere che la chiesa non si schiera alle prossime elezioni, che dà solo indicazioni generali e non parteggia per una parte. L'unico, come al solito, che ha commentato a tono è stato Enrico Boselli: «Tutto si può dire, fuorché il cardinal Ruini si comporti in modo neutrale. È intervenuto anche questa volta come se fosse un premier ombra del Paese, ha attaccato i pacs e le Regioni che hanno affrontato il problema e propugna una sorta di partito trasversale dei cattolici che dovrebbero difendere principi e valori contro chi, come noi, si batte invece per estendere i diritti civili».

Ruini come Bush: un discorso da capo di stato, da presidente del Consiglio-ombra. Perché non si candida alla testa dell'Udc?

Monday, March 20, 2006

Un motivo in più per scegliere la Rosa

Il motivo è lei, Maria Gigliola Toniollo, responsbaile dell'ufficio Nuovi diritti della Cgil. La prima a portare nel sindacato i problemi dell'orientamento sessuale, dell'identità di genere e dei diritti delle persone trans. Adesso la Cgil è in prima linea nella difesa dei diritti per le persone lgbt ed è anche grazie a lei. Come si capisce leggendo uno dei suoi ultimi interventi.

Maria Gigliola Toniollo è candidata al Senato nelle liste della Rosa nel Pugno, nel Lazio al sesto posto. E potrebbe arrivare a Palazzo Madama.

Saturday, March 18, 2006

Il 9 aprile è vicino

Noi non simpatizziamo con Tremonti

Gay e lesbiche contro la famiglia "naturale". È questo lo schema del centrodestra italiano, siano i nazi-fascisti di Alessandra Mussolini, i leghisti di Calderoli, i clerico-conservatori di An, i clerico-clericali dell'Udc e persino i sedicenti liberali di Forza Italia.
"Noi non simpatizziamo per gli omosessuali e i transgender. Noi, invece, manifestiamo una relativa preferenza per il campanile, la famiglia, il mondo naturale". Così il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, ospite di Bruno Vespa a Porta a porta, su Raiuno.

Da un lato è normale che sia così: sui suoi temi, quelli dell'economia e della crescita del paese, Tremonti è indifendibile e non ha argomenti. Così non gli resta che buttarla in vacca e sperare nel qualunquismo degli italiani. Nella stessa trasmissione Casini ha ribadito le sue convinzioni: "i cittadini italiani possono esplicare le loro opzioni sessuali liberamente, ma il problema è parificare la famiglia naturale a quella fondata sullo stesso sesso. Se voi ritenete naturale una famiglia fondata su una unione omosessuale...".
"Per noi è naturale", ha risposto Enrico Boselli, dello Sdi-Rosa nel pugno.

Thursday, March 16, 2006

Viva la Repubblica Ceca!

Immaginate un governo guidato da Massimo D'Alema, alleato con i democristiani di sinistra e con un partito comunista alla sua sinistra. Poniamo che questo governo sostenga una legge sulle unioni civili per le coppie gay, che il Parlamento la voti - dopo quattro tentativi andati a vuoto - e che il presidente della Repubblica (una specie di Berlusconi) la respinga. A quel punto D'Alema si spende in prima persona, convince i propri deputati indecisi e gli alleati, conquista il voto dei comunisti e alla fine ottiene una seconda - e decisiva - approvazione.

È esattamente quello che è successo nella Repubblica Ceca, che ovviamente una volta di più dimostra l'arretratezza del nostro piccolo, misero e teocratico paese. A Praga il presidente Vaclav Klaus aveva posto il veto alle legge sulle unioni gay e la Camera, per superarlo, aveva bisogno di 101 voti, la maggioranza assoluta. Mentre la prima volta ne erano bastati un'ottantina.

Bene: il primo ministro Jiri Paroubek ne ha ottenuto proprio 101. Con tutto il governo ha sostenuto la legge - forte anche del sostegno popolare - e ha superato l'opposizione degli alleati cristiano-democratici. Segnalo anche che il 2 e 3 giugno si vota per rinnovare il Parlamento. E i socialdemocratici non hanno avuto paura di affrontare la prova delle urne.
Festeggiamo per loro.

Wednesday, March 15, 2006

Il 5 per mille all'Arcigay

Oltre al famigerato 8 per mille - che tutti noi versiamo, indipendentemente dalla scelta di barrare una delle crocette - da quest'anno il governo ha introdotto, in via sperimentale, il 5 per mille, per finanziarie volontariamente la ricerca e l'università. In realtà poi è stato esteso il numero degli enti che possono essere beneficiari di questo versamento. Anche qui, comunque, non si paga nulla più del dovuto, semplicemente una parte - il 5 per mille - di ciò che versiamo viene "girato" dal Tesoro all'associazione prescelta. Al contrario dell'8 per mille - in cui le somme di chi non sceglie sono ripartiti proporzionalmente in base alla decisione di quei pochi che scelgono - se non si esprime una preferenza i soldi restano all'erario.

Al momento della dichiarazione dei redditi si deve indicare il nome dell'associazione e il suo codice fiscale. Fra le onlus, cui si può destinare la propria quota, ci sono anche l'Arcigay e l'Agedo, l'associazione di genitori e amici degli omosessuali.
Per Arcigay nazionale basta scrivere il codice 92017780377, per Agedo 97128200157.
Poi si può anche scegliere uno dei circoli locali, come il Cig di Milano, codice fiscale 07331050158.

Tuesday, March 14, 2006

Entrambi!!!! Si dice entrambi. Con la -i!!!

Qualcuno lo vuole dire a Clemente j. Mimun?
Il direttore del Tg1 da circa un'ora e un quarto, da quando è cominciato il confronto tra Prodi e Berlusconi, continua a ripetere ai giornalisti: "Fate una domanda a entrambe", riferendosi a Prodi e Berlusconi.
Entrambe?!? Si dice entrambi, E-N-T-R-A-M-B-I, con la -i. È un pronome aggettivo che al maschile fa entrambi e al femminile entrambe. In caso di dubbi consultare il De Mauro.
Un direttore di Tg dovrebbe evitare simili svarioni.

Monday, March 13, 2006

Mai più discriminazioni in Gran Bretagna

Negli ultimi otto anni - come i laburisti britannici amano ripetere per vantare (giustamente) i loro successi - il Regno Unito ha abrogato la famigerata "clausola 28" voluta da Margareth Tatcher (con cui si proibiva agli insegnanti di presentare l'omosessualità come un'opzione di pari dignità rispetto all'eterosessualità e alle autorità locali di finanziare opere che "promuovessero intenzionalmente l'omosessualità"); ha equiparato l'età del consenso per i rapporti sessuali fra etero e gay; da ultimo ha introdotto la civil partnership, cioè le unioni civili per le coppie dello stesso sesso.

"Ora andremo più lontano", ha dichiarato il governo, attraverso il ministro Alan Johnson: presto saranno vietate le discriminazioni verso gay, lesbiche, bisessuali e trans in pub, hotel e ristoranti. Già oggi il cosiddetto Equality Act proibisce le discriminazioni sul luogo di lavoro e nei servizi, ma la nuova legge - che a ottobre andrà alla Camera dei comuni - sarà più stringente.
"Troppo spesso - ha detto il ministro - gay e lesbiche affrontano la discriminazione nella vita quotidiana. Voglio essere sicuro che nessuno si veda rifiutare una camera d'albergo o un tavolo al ristorante a causa della sua sessualità".

Il rovescio della medaglia riguarda i locali gay. Con la nuova legge non sarà più possibile escludere gli etero da bar e discoteche gay. Una misura che alcune organizzazioni respingono perché - dicono - spesso i provocatori cercano di confondersi fra la clientela.
Ma se uguaglianza dev'essere, che lo sia fino in fondo. Chi va in un bar gay saprà comunque che "rischia", se è un maschio, l'abbordaggio da un altro uomo.

Sunday, March 12, 2006

Gay e immigrati o gay immigrati?

In Francia il ministero dell'Interno ha garantito che farà rientrare i due immigrati gay, un brasiliano e un marocchino espulsi nonostante avessero siglato un Pacs con due francesi. Staremo a vedere che succede, se effettivamente il ministro Sarkozy manterrà la parola...

In Olanda intanto, come segnala anche il buon Anelli, il governo ha preparato un dvd per gli aspiranti immigrati, che devono informarsi prima del trasferimento. Chi vuole vivere in Olanda dovrà guardare questo filmato con immagini di vita "libera", come due uomini gay che si baciano e una donna in topless. Farà parte di un test sulla tolleranza e l'adesione ai valori del paese.

A me non sembra una cattiva idea. Chi vuole andare in Olanda deve prima accettare il paese com'è e rispettare i diritti delle minoranze.

Saturday, March 11, 2006

La famiglia etero trionfa sempre

"I bambini, i bambini!", urlava l'altra sera in tv la signora Alessandra Mussolini. "Noi vogliamo difendere i bambini, i nostri figli... La sinistra vuole le adozioni per i gay".
E Calderoli, riferendosi a Luxuria. "Vorreste un genitore così?".
Ora, non conosco bene Vladimir Luxuria e non so se vorrei un genitore come lei. Quel che è certo è che non vorrei un genitore così, come potrebbe essere il padre del piccolo Tommaso, il bambino rapito: nel suo computer, trovato dai poliziotti, (cito dal Corriere della sera)
... c’erano 391 fotografie, 92 file e decine di filmati scaricati da Internet. Roba pesante, da vomito. Pedofilia spinta, con bimbi violentati, giovanissime orientali incitate ad accarezzarsi tra loro, infanzia costretta a pose oscene da pornostar, questa roba.

Certo, la presunzione di innocenza vale per tutti, specie per una persona che sta già affrontando un dramma, che non ha più suo figlio e spiega che "raccoglieva quel materiale per fare una denuncia". Anche la moglie lo difende, e sarebbe strano il contrario.
Sono migliaia, comunque, ogni giorni i casi di violenze in famiglia: padri, madri, nonni, zii che picchiano, torturano, abusano, violentano bambini e bambine piccole. Il 90 per cento degli abusi, secondi i dati del ministero dell'Interno e di quello di Giustizia rielaborati dal Censis, avviene tra le mura domestiche.

Ma la famiglia tradizionale, eterosessuale, è sempre un moloch granitico da difendere acriticamente e da contrapporre alle altre famiglie, ricostituite, divorziate, allargate, dello stesso sesso: tutte forme considerate una minaccia, soprattutto per i bambini.
E intanto i padri di famiglia nascondono foto pedofile sul computer.

Friday, March 10, 2006

"Meglio fascista che frocio"

Giù la mascherà, finalmente.
Anche la più ammiccante, la più "frociarola" tra gli allegri compari della Casa delle Libertà, Alessandra Mussolini, ha gettato la maschera. E ieri sera, in un dibattito a Porta a porta da Bruno Vespa, si è scagliata contro Vladimir Luxuria imprecando "Meglio fascista che frocio".

Per miglior vanto nazionale, l'agenzia giornalistica Reuters ha provveduto a tradurre in inglese e diffondere l'insulto anche fuori d'Italia, giusto per ricordare quali sono le abitudini politiche del Belpaese.
Come ha ricordato Luxuria stessa, in finale di trasmissione, dopo i "culattoni" di Tremaglia ecco il "frocio" della Mussolini, che fino all'anno scorso si travestiva da pasionaria dei diritti dei più deboli. Ieri sera invece ha sventolato per tutta la trasmissione la bandiera dei "bambini", dei "figli" messi a rischio dal centrosinistra che vuole il "matrimonio gay". Inutili gli sforzi di Luxuria e di Antonio Di Pietro per spiegare che l'Unione propone le unioni di fatto, in cui non è prevista l'adozione.

Ma prima dell'exploit finale, la Mussolini per tutta la serata si è esibita in battute pecorecce, offese e insulti a Luxuria, ai transgender e in generale alle persone gay, lesbiche, bisessuali e trans. Di fianco a lei, anche il ministro della Giustizia Roberto Castelli pareva un gentleman inglese.

Luxuria, che pure non è tra i miei preferiti, ha ribattuto colpo su colpo e finalmente in tv sono stati smentiti luoghi comuni e falsità sulle unioni civili, come la favola secondo cui vorremo solo diritti e niente doveri.

Menzione d'onore, comunque, a Di Pietro. Molti pensano che sia un destrorso finito per sbaglio nel centrosinistra, ma io voglio ancora vedere Fassino e D'Alema - ma anche Veltroni - difendere con la sua stessa passione il diritto di gay e lesbiche di veder riconosciuto il loro legame! Si vedeva che il buon Antonio ci crede veramente a quello che dice. E con quale vigore ha ribadito che "dare diritti non toglie nulla, ma aumenta l'apertura della società".
Con questo viatico, andiamo verso il 9 aprile.

Thursday, March 09, 2006

I cechi ci riprovano la settimana prossima

Dopo che il presidente della Repubblica Ceca Klaus ha posto il veto alla legge sulle unioni civili tra persone dello stesso sesso, il Parlamento ci riprova, ma stavolta serviranno 101 voti (su 200) per superare l'opposizione presidenziale.

La settimana prossima si vota di nuovo la legge: il primo ministro socialdemocratico Paroubek si è impegnato con le associazioni glbt a sostenere il voto e anche se una parte dei suoi parlamentari non è favorevole alla legge, potrebbe lo stesso ottenere il risultato con il sostegno di comunisti e verdi.
Il 2 e 3 giugno si vota per rinnovare il Parlamento e anche se il partito di destra di Klaus punta alla maggioranza relativa, pure i sondaggi danno alle forze progressiste la maggioranza dei seggi complessivi. Vedremo.

Wednesday, March 08, 2006

Cari froci, caro Prodi

L'elettorato gay conta e interessa ai partiti politici, perché anche pochi voti ad aprile faranno la differenza.
Così, Romano Prodi, candidato presidente del Consiglio per l'Unione, ha scritto una lettera a Francesca Polo e Sergio Lo Giudice, presidenti di Arcilesbica e Arcigay, sull'ormai annosa questione delle unioni civili e dei diritti per le persone omosessuali.

Prima di andare avanti, però, mi preme precisare un punto, visto anche il dibattito sollevato dai gay di destra: sui diritti gay ho molto da rimproverare a Prodi e molto di più a diversi suoi alleati, però è vero che a sinistra il confronto c'è, la questione è sul tappeto e in un modo o nell'altro sarà affrontata; Prodi conosce l'esistenza di un elettorato gay e ad esso si rivolge. Dall'altra parte (a destra) invece non esistiamo e se mai serviamo da spauracchio ("No ai matrimoni gay") che devono agitare ora i leghisti ora i clericali conservatori. Quindi, innazitutto, meglio Prodi.

Ma andiamo avanti: il professore si rammarica per il disappunto del movimento gay e ripete, per l'ennesima volta, che c'è un impegno chiaro per ottenere un riconoscimento giuridico di diritti, prerogative e facoltà alle persone che fanno parte delle unioni di fatto. E invita gay, lesbiche e trans a sostenerlo e impegnarsi con lui nella discussione su questa legge.

Nella risposta, Polo e Lo Giudice - per fortuna - ribadiscono che il loro (e nostro) impegno è per la piena uguaglianza e allontanano lo spettro dell'astensionismo, anche se sottolineano che sosterrano solo i partiti che appoggiano queste rivendicazioni e nella lista non a caso i Ds sono all'ultimo posto...

LA LETTERA DI ROMANO PRODI AD ARCIGAY E ARCILESBICA

Cara Polo, caro Lo Giudice,

prendo atto con estrema considerazione e serietà della vostra insoddisfazione circa il compromesso raggiunto in sede di redazione del programma su una materia cara a Voi, ma Vi assicuro, non solo a Voi, come quella del riconoscimento giuridico di diritti, prerogative e facoltà alle persone che fanno parte delle unioni di fatto.

Quello che Vi chiedo di riconoscere è comunque la determinazione, mia e di ogni componente della coalizione, la presa d’impegno, a voler percorrere insieme a Voi, e non senza di Voi, il cammino in grado di portare a un riconoscimento pieno ed effettivo di questi diritti.

Quello che Vi chiedo è dunque di essere consapevoli che un argomento simile, per essere discusso, per essere sviluppato, approfondito, non ha bisogno di chiasso, non ha bisogno di polemiche, ma del dialogo piano e ponderato, pacato e non urlato, tra persone che hanno a cuore, veramente, il bene dell’Italia.

Io so che voi questo avete a cuore, io so che voi avete a cuore la nostra vittoria; costruiamo dunque insieme in queste settimane che ci separano dal voto, le condizioni migliori per vincere, che risiedono essenzialmente nella coesione e nella compattezza della coalizione.

Confidando nella Vostra lungimiranza. Con stima e gratitudine.

Con molta amicizia
Romano Prodi
Roma, 1 marzo 2006


Bologna, 8 marzo 2006

Caro Prodi,
siamo consapevoli dell’impegno Tuo e della gran parte delle forze dell’Unione (Italia dei Valori, Pdci, Rosa nel Pugno, Verdi, Rifondazione, Ds) per una legge sulle unioni civili che dia riconoscimento giuridico pubblico anche alle coppie gay e lesbiche italiane che, a differenza di quanto avviene in tutti gli altri grandi Paesi europei, rimangono prive di qualunque tutela.

Sappiamo che la stessa determinazione non è condivisa da tutte le forze che compongono l’Unione e che Udeur e Margherita non sono state disponibili a inserire quegli impegni nel programma comune. Così la formulazione adottata risulta del tutto insoddisfacente, perché non affronta il nodo della creazione di un nuovo istituto giuridico.

Prendiamo atto con grande favore del Tuo impegno affinché l’intera coalizione dell’Unione si relazioni con la nostra comunità e le sue legittime istanze nel cammino verso un riconoscimento pieno dei nostri diritti di cittadinanza. Fin qui ciò non è avvenuto ed è per questo che noi, con amarezza, non possiamo riconoscerci nel programma dell’Unione. Per questo le nostre bandiere non sventoleranno insieme alle vostre nelle piazze italiane, come avremmo voluto, in questi faticosi giorni che ci separano dalle elezioni politiche.

Certo è che non verrà meno il nostro impegno affinché l’attuale maggioranza di governo, la più liberticida della storia repubblicana, se ne vada, perchè questa è la condizione stessa affinché in questo Paese si torni a parlare di diritti. Esponenti di primo piano del governo Berlusconi, come i ministri Calderoli, Tremaglia e Buttiglione, hanno offeso profondamente la dignità di gay e lesbiche. Quella coalizione include oggi formazioni neofasciste che si sono distinte per violenze verbali, minacce e aggressioni nei nostri confronti. La vittoria di quella parte politica, che pure contiene alcuni esponenti autenticamente liberali, sarebbe la vittoria dei nostri acerrimi nemici.

Per questo motivo chiederemo che non un nostro voto vada in quella direzione e che sia messa da parte ogni tentazione astensionistica, nonostante la forte delusione di questi giorni. Come ci ricorda Umberto Eco, non c’è scontento, per quanto fondato, che possa superare il timore e l’indignazione per lo scempio della democrazia in atto. Per questo noi voteremo, comunque, quei partiti dell’Unione che hanno ribadito di condividere le nostre richieste.

Lo faremo senza rinunciare, anzi dandovi maggior vigore, al nostro ruolo: quello di un movimento di liberazione che reclama la fine di odiose ed anacronistiche discriminazioni basate su un tratto fondamentale della nostra identità. Una situazione che, come ci ha ricordato poche settimane fa il Parlamento europeo nella sua Risoluzione contro l’omofobia, è paragonabile al razzismo, all’antisemitismo, alla xenofobia.

Noi daremo il nostro contributo per salvare il Paese da uno sfacelo democratico, ma la nostra voce non mancherà di farsi sentire forte e chiara, ora e più avanti, per reclamare, come ci è dovuto da uno Stato che osi dirsi democratico, la piena uguaglianza giuridica e la piena inclusione civile e sociale.

Con la consueta stima,
Francesca Polo, Presidente nazionale ArciLesbica
Sergio Lo Giudice, Presidente nazionale Arcigay

Tuesday, March 07, 2006

Il virus gay nel football americano

Non solo cowboy. Anche sull'onda del film di Ang Lee, il tema dell'omosessualità comincia a fare capolino persino nel mondo dello sport - quello di squadra, non quello individuale dove gay e lesbiche sono sempre stati, più o meno, visibili: dal barone Von Cramm a Martina Navratilova, da Greg Louganis ad Amélie Mauresmo.

Un grande del football americano, Esera Toualo, ha rivelato finalmente di essere gay; ha fatto coming out, non outing, come si ostinano a scrivere i quotidiani come La Stampa. L'ha potuto fare - ora che vive con un uomo, Mitchell Wherely, e ha lasciato le gare e gli spogliatoi.
Molto, ma non troppo, più semplice adesso scrivere un libro e ammettere pubblicamente di aver mentito per gran parte della propria vita, di avere scelto uno sport così maschio proprio per sviare i "sospetti". Ancora oggi, però, è difficile se non impossibile per il componente di una squadra maschile rivelare che ama gli uomini.

Così, nel calcio, il terzino Ashley Cole minaccia di querelare Google perché mette il suo nome vicino alla parola "gay". Fra 50 anni, forse, un film racconterà una storia d'amore tra due calciatori. E vincerà l'Oscar.

Monday, March 06, 2006

L'America non è pronta per i cowboy gay?

Dopo il Leone d'oro a Venezia, il Golden Globe e numerosi altri premi internazionali del cinema, Brokeback Mountain ha vinto anche gli Independent spirit award, i premi del cinema indipendente.
Eppure, il film di Ang Lee sul grande amore fra due cowboy maschi non ha centrato l'Oscar come miglior film dell'anno, attribuito invece a Crash. È vero che è stato premiato Ang Lee per la miglior regia e il film ha ottenuto altre due statuette per la migliore sceneggiatura non originale e la migliore colonna sonora. Ma il titolo di "miglior film" significa molto di più: avrebbe voluto dire approvare "tutto" il film, sdoganare - come si dice - una volta per tutte la tematica gay, con un premio senza discussione.
Secondo alcuni, il film era comunque troppo controverso, troppo polarizzante per ottenere tranquillamente la vittoria. Così l'Academy ha preferito una tematica più sicura, su cui è più difficile polemizzare, come la questione razziale negli Stati Uniti. Nessun film a tematica gay ha mai vinto gli Oscar. sarà per un'altra volta.

Sunday, March 05, 2006

Calderoli e Zawahiri, uniti dall'omofobia

Mai fidarsi del vecchio detto "Il nemico del mio nemico è mio amico".
Guarda un po' Ayman al Zawahiri, il presunto "numero due di al Qaeda", che dall'ennesimo video tuona contro l'Occidente, i crociati e il ministro italiano (ormai ex) Roberto Calderoli, "reo" di aver indossato una maglietta con una vignetta irrispettosa dell'Islam.

Secondo il vecchio medico egiziano, «Gli insulti contro il profeta Maometto non sono il risultato della libertà d'opinione, ma del cambiamento del significato di sacro per questa cultura (occidentale, ndr). Il profeta Maometto, che le nostre preghiere gli siano sempre rivolte, e Gesù Cristo, la pace sia con lui, non sono più sacri, mentre sono diventati sacri i semiti e l'Olocausto, e l'omosessualità».

Eccolo lì, finalmente smentita la Cassandra del Duemila - Oriana Fallaci - secondo cui le leggi spagnole in difesa delle persone omosessuali sono "un favore ai terroristi islamici" e il presidente Zapatero un pusillanime alleato dei fondamentalisti. E no: i fondamentalisti vanno sempre d'accordo quando si tratta di opprimere i più deboli, di sottomettere le donne e tenere a bada il sesso, la più potente arma di libertà concessa agli uomini (e questo lo sa benissimo, da Duemila anni, anche la Chiesa cattolica).

Zawahiri addirittura arriva a dire che in Occidente "nessuno osa andare contro gli ebrei o replicare alle loro tesi sull'Olocausto, e nemmeno insultare gli omosessuali".
Hai capito?
Nel mio piccolo vorrei tranquillizzare il signor "numero due di al Qaeda": molti, moltissimi osano insultare gli omosessuali. Càpita centinaia di volte tutti i giorni, anzi uno dei campioni di questo sport tanto diffuso è proprio il ministro (ex) Calderoli, che non perde occasione per offendere e dileggiare gay, lesbiche, omosessuali e transessuali.
Dirò di più: proprio la stessa sera della maglietta incriminata, Calderoli aveva detto - di fronte a un impassibile Clemente J Mimun - che due uomini che si baciano gli fanno "schifo". Ecco servito dunque Zawahiri.

Se mai ce ne fosse stato bisogno, ecco dimostrato che i fondamentalisti e gli estremisti, gratta gratta, sono fatti della stessa pasta. Che non abbiamo bisogno di "manifesti" come quello dell'ateo devoto Marcello Pera (sto contando i giorni che ci separano dal suo addio alla presidenza del Senato); e, soprattutto, che per combattere gli estremisti islamici non dobbiamo travestirci da estremisti cristiani (una vera contraddizione in termini), ma rivendicare l'Età dei Lumi e i valori della Rivoluzione: "Libertà, uguaglianza, fraternità".
Valori che si realizzano solo nella laicità e nella tutela delle minoranza: l'unica, vera arma che abbiamo per vincere i nemici della civiltà (quelli fuori e quelli dentro l'Occidente).

Saturday, March 04, 2006

Anna Oxa, il testo di Pasquale Panella

processo a me stessa

spuntava la primizia dei tuoi seni
come in mare due punte di scoglio
li hai messi nelle mani di chi afferra,
concessi come l'uva nella bocca
tu sei il limite di chi cerca la terra
tu sei il limite di chi ti tocca
tu sei l'antipatica e la bella
sei quasi nuda ossia vestita quasi
ma spogliata diventi un quesito
per chi ti abbraccia come un suo vestito
e “non ho niente” dici “non ho niente”
tutti pensano che non hai niente addosso
dici “vero ma quel che posso
il mio sentimento niente addosso”
tu sei il tuo processo ad ogni passo
ad ogni passo come se ballassi
tu sei la confessione ad ogni canto
e geme il godimento e gode il pianto
crediamo di creare i sentimenti
li leghiamo ai piaceri e ai tormenti
li diciamo coi sospiri e coi lamenti
li giuriamo come se non fosse vero
che noi proviamo quello che proviamo
li vogliamo assurdi come fantasie
li vogliamo credibili ma li diciamo
con parole incredibili e gli diamo
una ragione col cuore in mano
li vogliamo capire e non li capiamo
e così li soffochiamo con quelli che
noi crediamo sentimenti
spuntava la primizia dei miei seni
come in mare due punte di scoglio
li ho messi nelle mani di chi afferra,
concessi come l'uva nella bocca
Io sono il limite di chi cerca la terra
io sono il limite di chi mi tocca
io sono l'antipatica e la bella
io sono il mio processo ad ogni passo
la confessione di un mio gesto e' un ballo
io sono il mio processo ad alta voce
e, se confesso che respiro, io canto
facciamo un gioco bello come il mare
sono io mi faccio attraversare
Il corpo nudo un limite del mondo
si muove come l'acqua con i fianchi
si muove da vicino all'infinito
il tempo come leggere la sabbia
e noi pensiamo ai passi che lasciamo
ma l'orma dell'amore la ignoriamo
ci solleviamo, andiamo via di là
lasciando un vuoto di felicità

(P.Panella - A.Oxa - A.Miori)
Queste le parole, per la musica e l'intera esibizione andate qui. E complimenti alla Rai per il sito multimediale.

Friday, March 03, 2006

Adolescenti nel mirino degli "ex-gay"

Prima hanno puntato sugli adulti gay, ma con dubbi. Quelle persone che non riescono a vivere serenamente la propria omosessualità e cercano dappertutto un supporto, un appoggio, fino a inseguire una improbabile "cura".

Ma i risultati delle terapie "ricostitutive" sono stati finora fallimentari, fino a risvolti boccacceschi (come uno degli alfieri degli ex gay fuggito con il suo amante, uomo), mentre l'intera comunità scientifica scredita questi tentativi.
Adesso, denuncia un'associazione americana (la National Gay and lesbian Task force), questi invasati - che sognano di convertire tutti i gay e sottopongono i loro pazienti a trattamenti dolorosi ed estenuanti - hanno deciso di rivolgersi agli adolescenti, forse più malleabili e di certo con un'identità meno salda.

Da un lato fanno pressione sui genitori, perché sottopongano i figli alle cure, anche contro la loro volontà, per intervenire in una cosiddetta fase "pre-omosessuale".
Dall'altro vanno a caccia di adolescenti gay nei college e diffondono la convinzione che l'omosessualità sia un disturbo e debba essere curato.
Conoscere questi orrori è il primo passo per combatteli.

Thursday, March 02, 2006

Crimini dell'odio, crimini odiosi

La battaglia contro i crimini dell'odio, con leggi che difendano attivamente le vittime e colpiscano con durezza gli aggressori, sono un altro punto dell'agenda del movimento glbt, che il mondo politico non ha pensato minimamente di accogliere. Essì che lì non c'era neppure la questione della famiglia. Semplicemente c'è da difendere cittadine e cittadini che, più di altri, sono esposti a offese, insulti, aggressioni, pestaggi e alla fine omicidi. Non per qualcosa che fanno, ma solo per ciò che sono.

L'ultimo caso è pienamente europeo. In Portogallo, che come l'Italia fa parte dell'Unione e anzi ha espresso l'attuale presidente della Commissione di Bruxelles, il 22 febbraio è stata uccisa Gisberta, una trans brasiliana, immigrata, sieropositiva, senzatetto e con problemi di droga. Sopravviveva prostituendosi a Oporto, finché un giorno 14 ragazzini, fra i dieci (!) e i sedici anni hanno deciso di prenderla di mira e "divertirsi" con lei.
Il giorno 19 febbraio l'hanno "legata, picchiata e aggredita fisicamente con estrema violenza, con calci e colpi inferti con bastoni e pietre". Poi il gruppo l'ha violentata con alcuni bastoni, ferita gravemente e ustionata con le sigarette.

I giorni 20 e 21, i ragazzi sono tornati sulla scena ripetendo le aggressioni. Dall'alba del 21 fino al 22: alla fine l'hanno trascinata dentro una buca profonda 10 metri, nel tentativo di nascondere il crimine. L'autopsia rivelerà in seguito che era ancora viva in quel momento. Fino a che non è stata raggiunta e poi sommersa dall'acqua stagnante nel fondo della buca. L'autopia rivela che la morte è giunta per annegamento.

La maggior parte della banda - denunciano i movimenti trans - proviene "da un istituto di protezione dell'Infanzia vicino alla Chiesa Cattolica anche se finanziato dallo stato".

Wednesday, March 01, 2006

Boselli: sì ai matrimoni dello stesso sesso

«Non sono contrario ai matrimoni gay. Ci sono in tanti Paesi europei. Stiamo lottando per introdurre in Italia quei diritti civili minimi per non far sentire cittadini di serie B un milione e mezzo di italiani che hanno deciso di vivere insieme e di amarsi».

Come volevasi dimostrare: dovevamo aspettare un uomo politico socialista, come Zapatero come Schroeder, per sentire queste parole in Italia. Anzi, per sentirle davvero bisogna aspettare questa sera, alle 23:55, quando su Rete 4 andrà in onda L'Antipatico di Maurizio Belpietro.

Nell'intervista tv che andrà in onda oggi, Enrico Boselli, segretario dello Sdi e tra i fondatori della Rosa nel pugno, ha difeso i diritti delle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali e ha rivendicato la laicità dello stato.
Intanto, invece, i Ds in Veneto hanno deciso di candidare Alessandro Zan - il responsabile Pacs dell'Arcigay - solo al 20esimo e ultimo posto della lista. Non solo impossibile essere eletti, ma neppure un valore simbolico.