Wednesday, February 22, 2006

Bush, Bin Laden, gay e lesbiche: tutti figli di Dio

"Gesù era molto serio quando diceva che Dio è nostro Padre, che noi apparteniamo tutti a una sola famiglia, perché di questa famiglia siamo tutti membri, non solo qualcuno.
"Bush, Bin Laden, tutti ne fanno parte, gay, lesbiche e i cosiddetti normali, tutti appartengono alla stessa famiglia e tutti sono amati, sono preziosi".

Con queste parole, ispirate e illiminate, l'arcivescovo sudafricano Desmond Tutu, anglicano e premio Nobel per la pace nel 1984, si è rivolto alla nona assemblea del Consiglio ecumenico delle Chiese a Porto Alegre, in Brasile.
"Solo insieme ci possiamo salvare - ha detto l'arcivescovo - perché siamo tutti esseri umani e dobbiamo essere uniti. Non vinceremo la guerra contro il terrore finché ci saranno condizioni di povertà e di miseria, di ignoranza e di malattia, che gettano nella disperazione tanti figli di Dio, membri della nostra famiglia".
Non è la prima volta che Tutu su ricorda anche dei gay e delle lesbiche e con la sua consueta delicatezza anche stavolta ha preso le difese dei non eterosessuali: "Non posso stare tranquillo finché ci saranno persone penalizzate per qualcosa che non dipende dalla loro volontà".

9 comments:

Uguccione said...

Non ho capito se la tua è ironia oppure no.

restodelmondo said...

L'Arcivescovo Desmond Tutu, sempre straordinario.

Sono andata a leggermi un po' di sue citazioni su Wikipedia, e di link in link sono arrivata al suo discorso per il Nobel.

Da far leggere a chi pensa che la religione porti inevitabilmente la discriminazione.

aelred said...

Uguccione, non è ironia, dico sul serio

Anonymous said...

La Rosa nel pugno firmerà il programma dell’Unione, contestualmente però vi sarà un documento pubblico nel quale saranno riconosciute le priorità della Rosa rispetto alle altre formazioni della coalizione. Lo hanno dichiarato Enrico Boselli e Marco Pannella al termine di un incontro con Romano Prodi negli uffici di piazza SS. Apostoli: “Nel documento - hanno detto - sarà riconosciuta la diversità di contenuti della nostra coalizione”.
"Siamo l'unico partito - ha sottolineato Enrico Boselli - che pur non avendo partecipato interamente all'elaborazione del programma lo firmerà lo stesso". "Non è un accordo di desistenza - precisa Capezzone - Si onora così il principio di verità".
La Rosa nel Pugno avrà quindi la possibilità di ribadire le priorità della propria azione politica (tra le quali, centralità della scuola pubblica, Pacs e reddito minimo garantito) in un allegato di cui il leader dell'Unione Romano Prodi si è impegnato a tenere conto.
(sdionline.it)
.....

Scusa aelred ma a me sta cosa mi sa tanto di presa per il culo....
prima chiedono i voti ai gay dicendo che sostengono i PACS e poi firmano il programma di Prodi che li nega... (ma con la riserva che in cuor loro sono per i PACS...)
MI PARE TANTO LO STARE CON UN PIEDE IN DUE SCARPE.....
DAI BONINO!! DAI MARCO!!!! Non ci tradite almeno voi....

Roberto - Lt

Leppie said...

E cosa dovrebbero fare? Correre da soli e sperare in un 4% di voti?
Andare con Berlusconi?

Io auguro alla rosa nel pugno il 20% dei voti, ma ogni tanto bisogna essere realisti.

aelred said...

in effetti concordo con Leppie.
l'unico rimedio è votare loro, sperando che abbiano un potere di "ricatto" sulla coalizione

restodelmondo said...

Ben detto, Aelred.

Aggiungerei che fuori dalla coalizione i Radicali perderebbero i voti di chi dà la priorità al mandare a casa Berlusconi.

Uguccione said...

Anch'io condivido in toto le parole di Tutu.

E sottoscrivo anche quel che scrive restodelmondo.

C'è chi dice che chi crede in dio sia mezzo scemo, un debole di mente.

Io non sono d'accordo.

Uguccione said...

Dimenticavo.

Mi piace soprattutto questa frase:
"tutti sono amati, sono preziosi".

Il motivo è che questa frase, a mio parere, esprime uno dei lati migliori del cristianesimo.

Il cristianesimo insegna che ognuno di noi è importante, è prezioso; insegna che la vita è un bene.

Disprezzo per il corpo? Forse, almeno in parte, sicuramente troppo. Ma nella nostra società passa un messaggio diverso: che si è importanti nella misura in cui si è ricchi, o belli, o di successo, o buoni, o giusti.

Non è necessario essere cristiani per pensarla come Tutu.

Però aiuta.