Tuesday, January 17, 2006

Società evoluta, politica medievale

Mentre nella politica italiana torna d'attualità il connubio fra trono e altare, i cittadini di questo paese - nonostante i loro numerosi difetti e la cronica carenza di senso civico - mostrano di essere comunque più "moderni" della classe politica che li guida.

Così emergono almeno dal Rapporto Italia 2006 di Eurispes. Anche se si professano cattolici per l'88 per cento (e qui trionfa il conformismo), gli italiani non seguono affatto i diktat morali e moralisti del Vaticano e del cardinale Ruini. Quasi il 69 per cento dei presunti cattolici sono favorevoli all'introduzione delle unioni civili, riconoscendo diritti anche alle coppie dello stesso sesso.

Intanto la sinistra vuole sinceramente (questo ormai l'ho capito) introdurre le unioni civili o qualcosa del genere. E probabilmente lo farà. Ma non vuole assolutamente farne una bandiera: Prodi & co. hanno una paura folle che una presa di posizione netta pro-gay gli faccia perdere voti.
Anche questa è inciviltà politica.

5 comments:

Larvotto said...

Insomma, per dirla come si direbbe al bar sport dietro casa mia, a trattare con i froci, si ha sempre paura di prenderla nel culo...

GattoVI said...

So che è una precisazione inutile, ma se i cattolici sono l'88% e i favorevoli ai PACS sono il 66% dei cattolici significa che i favorevoli sono molti di più.Il 12% restante è infatti formato in maggior parte da atei, chiese protestanti riformate ed ebrei, che non sono rimasugli del paleolitico come il Vaticano.

harry said...

Io la vedo come una dimostrazione che i timori di chi si spaventa di fronte alle dichiarazioni di Ruini sono infondate: i cattolici, autonomamente, prendono decisioni politiche indipendenti. Ed è la conferma che quando seguono le indicazioni della Chiesa (vedi i referendum) lo fanno coscientemente e non sotto "diktat", come i referendari hanno paventato. E' un'altra conferma però, che smentisce molti commentatori: i cattolici (anche praticanti) sono in aumento, non in diminuzione (chiunque vada a messa, può riscontrare un sensibile aumento della presenza, anche giovanile). E una ricerca del genere è verosimile, dato che si chiede ai cittadini come loro stessi si definiscono, non come sono definiti da altri!
Ciao :-)

AnelliDiFumo said...

Io trovo assai preoccupante che in Italia chi si dichiara cattolico passi dall'80% all'88*%. In tempi di possibile scontro di civiltà, non fa piacere che i tuoi concittadini rivalutino i crociati.

* = Anche se "vanno a messa una domenica sì e l'altra no".

Disorder said...

Ne ho (stra)parlato anch'io, buttando lì qualche riflessione.Secondo me ci sono sia luci che ombre in questi dati.