Thursday, January 26, 2006

Contro i gay Bush sta con Iran e Cuba

Alle Nazioni Unite gli Stati Uniti d'America hanno votato insieme all'Iran e ad altri stati fondamentalisti, fra cui l'antidemocratica Cuba di Fidel Castro, per negare lo status di osservatori alle organizzazioni in difesa di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali.

Nonostante i ben noti contrasti politici, quindi, l'Amministrazione Bush sui "valori" è perfettamente in linea con gli ayatollah di Teheran. Ma non c'è da stupirsi, in fondo gli integralisti si assomigliano a tutte le latitudini.

A maggio del 2005 due organizzazioni, l'Ilga - con sede a Bruxelles - e la danese Lbl avevano chiesto lo status di osservatori al Consiglio economico e sociale dell'Onu, l'Ecosoc. Contro questa richiesta hanno lavorato l'Egitto e l'intera Conferenza islamica. Finché l'Ecosoc ha dato parere negativo.
Ecco i voti
Contro l'ammissione delle due organizzazioni hanno votato: Camerun, Cina, Cuba, Pakistan, Russia, Senegal, Sudan, Usa, Zimbabwe.
A favore: Cile, Francia, Germania, Perù, Romania (!)
Astenuti: Colombia, India, Turchia
Assente: Costa d'Avorio

Ovviamente 40 organizzazioni per i diritti umani, fra cui Human Rights Watch e National gay and lesbian task force, hanno inviato una lettera al segretario di stato Usa, Condoleezza Rice, per chiedere conto della scelta americana. Washington si è schierata con il peggio del peggio che esista al mondo in fatto di diritti umani. Sorprendente per una nazione che vuole esportare la democrazia.

1 comment:

disorder said...

E' la solita logica da Risiko: lo "scontro di civiltà" Occidente-Islam o la cortina di ferro politica (con Russia, Cina o Sud Del Mondo), sono schemi che saltano quando si tratta di schiacciare l'anello più debole. E le poche armate rosa se la vedono sempre più brutta di tutti:(