Saturday, January 28, 2006

L'Udc all'attacco dei gay

Gli ex democristiani dell'Udc, che fanno sempre mostra di moderatismo e conservatorismo compassionevole, nell'ultimo scorcio di legislatura hanno gettato la maschera, rivendicando la discriminazione anti-gay come cifra della loro lotta politica. In linea con l'estrema destra europea e in opposizione al Partito popolare europeo, di cui pure fanno parte.

Al Senato le commissione riuniti Affari costituzionali e giustizia hanno terminato l'esame del disegno di legge 3578, di iniziativa parlamentare presentato dal senatore Renzo Gubert (Udc) e controfirmato da Leonzio Borea (Udc). La legge constra di un solo articolo che vieta "per motivi di ordine pubblico" la trascrizione dei matrimoni fra persone dello stesso sesso celebrati in altri paesi europei.
1. Costituisce principio di ordine pubblico la non appartenenza allo stesso sesso delle persone che contraggono tra loro il matrimonio."

Alla Camera il poco onorevole onorevole Luca Volontè, presidente dei deputati Udc, ha presentato una mozione per censurare la risoluzione del Parlamento europeo contro l'omofobia. Non contenti di aver votato in Europa insieme all'estrema destra e contro la maggioranza dei popolari, non contenti di aver avallato l'omofobia e la discriminazioni delle persone omosessuali e transessuali, i centristi nostrani insistono nel difendere l'omofobia e vogliono impegnare il governo
ad adoperarsi in tutte le sedi per contestare la legittimità e l'opportunità della risoluzione che sostanzia una ingerenza del Parlamento europeo nelle scelte nazionali;
...

La mozione è stata firmata anche da Ciro Alfano, Maninetti, Mereu, Peretti, Filippo Maria Drago, D'Agrò, Di Giandomenico, Sandi.

Nessuna di queste due iniziative - né il disegno di legge del Senato né la mozione alla Camera - è stata inserita in calendario e spero davvero che non vengano mai votati. Sono iniziative elettorali sulla pelle di noi gay, che non meriterebbero neppure una discussione.
Se però le due settimane supplementari che Berlusconi ha preteso e ottenuto da Ciampi serviranno a istituzionalizzare la discriminazione dei gay forse (dico forse) i gay che votano Casa delle libertà capiranno il grave errore che stanno per fare.

Friday, January 27, 2006

I gay cechi hanno le unioni civili

Manca solo la firma del presidente Klaus e anche la Repubblica Ceca entrerà nell'Europa dei diritti e della civiltà, con la legge che istituisce le unioni civili, senza matrimonio e senza adozione dei figli, per le coppie dello stesso sesso. Se la norma sarà promulgata gay e lesbiche potranno dunque unirsi ufficialmente con i compagni dello stesso sesso e ottenere molti dei diritti finora riservati alle coppie eterosessuali.

Il 26 gennaio il Senato ceco, a maggioranza conservatrice, ha approvato la legge votata a dicembre dalla Camera dei deputati (dove erano falliti i primi quattro tentativi). In 45 hanno votato a favore, 14 contro e sei si sono astenuti fra i presenti (i seggi totali sono 81).

Ma Klaus deve resistere alle pressioni conservatrici e clericali. All'inizio del mese, i rappresentanti di 10 chiese cristiane si erano appellati al senato e al presidente, chiedendo che respingessero la legge, accusata di minacciare la famiglia. Che novità!

Thursday, January 26, 2006

Contro i gay Bush sta con Iran e Cuba

Alle Nazioni Unite gli Stati Uniti d'America hanno votato insieme all'Iran e ad altri stati fondamentalisti, fra cui l'antidemocratica Cuba di Fidel Castro, per negare lo status di osservatori alle organizzazioni in difesa di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali.

Nonostante i ben noti contrasti politici, quindi, l'Amministrazione Bush sui "valori" è perfettamente in linea con gli ayatollah di Teheran. Ma non c'è da stupirsi, in fondo gli integralisti si assomigliano a tutte le latitudini.

A maggio del 2005 due organizzazioni, l'Ilga - con sede a Bruxelles - e la danese Lbl avevano chiesto lo status di osservatori al Consiglio economico e sociale dell'Onu, l'Ecosoc. Contro questa richiesta hanno lavorato l'Egitto e l'intera Conferenza islamica. Finché l'Ecosoc ha dato parere negativo.
Ecco i voti
Contro l'ammissione delle due organizzazioni hanno votato: Camerun, Cina, Cuba, Pakistan, Russia, Senegal, Sudan, Usa, Zimbabwe.
A favore: Cile, Francia, Germania, Perù, Romania (!)
Astenuti: Colombia, India, Turchia
Assente: Costa d'Avorio

Ovviamente 40 organizzazioni per i diritti umani, fra cui Human Rights Watch e National gay and lesbian task force, hanno inviato una lettera al segretario di stato Usa, Condoleezza Rice, per chiedere conto della scelta americana. Washington si è schierata con il peggio del peggio che esista al mondo in fatto di diritti umani. Sorprendente per una nazione che vuole esportare la democrazia.

Wednesday, January 25, 2006

"La famiglia è là dove ci sono figli"

"La famiglia è la dove sono i figli. Preparare i bambini alla vita è un compito che può riuscire in realtà molto differenti: nelle coppie, nelle famiglie illegittime e ugualmente in quelle dello stesso sesso, nelle famiglie miste o in quelle monoparentali".

Parola del presidente della Repubblica federale tedesca, il democristiano Horst Koehler. A suo tempo fiero oppositore del riconoscimento alle coppie dello stesso sesso, il capo dello stato tedesco ha cambiato idea e in un discorso ufficiale ha riconosciuto il ruolo delle coppie formate da due uomini o due donne. È la prima volta che succede con un capo di stato.

Tuesday, January 24, 2006

Vincono i conservatori, ma il Canada non va a destra

Il matrimonio fra persone dello stesso sesso in Canada è salvo. L'elettorato ha punito, dopo 13 anni di governo, la sinistra dei liberali - nonostante otto anni consecutivi di surplus di bilancio - ma non ha premiato i conservatori. Anzi, l'area progressista è nettamente maggioritaria e le destre formeranno un governo con una minoranza risicatissima. Il Canada si conferma un paese liberal e non diventerà neppure stavolta il 52esimo stato Usa.

Ai Tories sono andati 125 seggi, ai Liberali 102, gli indipendentisti francofoni del Bloc Québecois ne ottengono 51 e i progressisti New Democrats 29. In teoria Liberali e Ndp avrebbero potuto formarte un gabinetto insieme, ma il primo ministro uscente Paul Martin ha escluso questa possibilità e, con serietà, ha annunciato che si ritira dalla vita politica: 36,5 contro 30,1 per cento è stato lo scarto fra i due partiti maggiori.

Con così pochi seggi, quel che è certo è che i conservatori non potranno - e neppure tenteranno di farlo - abrogare la riforma del matrimonio, uscire dal trattato di Kyoto, smantellare servizi e stato sociale e mandare truppe in soccorso all'amico Bush. Su ogni provvedimento le destre dovranno trattare in Parlamento. I canadesi hanno mostrato quindi che non vogliono la "svolta" conservatrice. Nelle grandi città (Toronto, Montréal, Vancouver) i conservatori non hanno ottenuto neppure un seggio.

Monday, January 23, 2006

La memoria non fa per noi?

Il 27 gennaio è la Giornata della memoria, istituita per non dimenticare le vittime del nazismo e del fascismo durante la Seconda guerra mondiale. In primis gli ebrei, ma accanto a loro disabili, zingari, testimoni di Geova, anarchici e omosessuali.

Fra le iniziative della memoria, Marco Reglia, presidente del circolo Arcobaleno di Trieste, ha organizzato alla Risiera di San Sabba una mostra dal titolo Omocausto. Lo sterminio dimenticato degli omosessuali. Un evento che in questi giorni si sposterà anche a Trento, Milano, Bologna e Reggio Emilia; e che avrà spazio anche nella capitale slovena Ljubljana.

Peccato che - come ha denunciato mestamente Reglia - all'inaugurazione della mostra sabato mancassero completamente le istituzioni e le forze politiche. Nessuno, di destra o di sinistra, ha giudicato l'appuntamento degno di una visita. Essì che il 27 all'inaugurazione slovena a Ljubljana ci sarà il presidente della Repubblica!

Siamo irrimediabilmente un paese senza memoria. Senza passato e quindi senza futuro, senza antenati e senza discendenti, abitato solo da contemporanei e costretto a rimanere in un eterno presente. Specie quando si parla di persone omosessuali e dei soprusi che hanno subito.

Sunday, January 22, 2006

Censura su Brokeback mountain

La buona, vecchia censura non va mai in vacanza.
Non sto parlando dello "sprofondo" americano, dei cinema dello Utah che hanno vietato la proiezione di Brokeback mountain, per quel misto di bigottismo e superstizione che ormai ha contagiato buona parte d'America.

Parlo dell'Italia, dove venerdì è uscito il film di Ang Lee, ormai onusto di premi ottenuti da una parte e dall'altra dell'Atlantico. Orbene: I segreti di Brokeback mountain (lasciamo stare questo titolo da romanzo d'appendice) in Italia è vietato ai minori di 14 anni. L'avevo letto da qualche parte, ma pensavo a una svista, dal momento che il film - l'ho visto tre mesi fa in versione originale - non ha scene di nudo, non mostra sesso esplicito ed è solo una storia di sentimenti. "Questione di contenuti", pare che abbiano detto - secondo Liberazione - dalla Commissione di censura.
D'altra parte da una Commissione (ipocritamente ribattezzata "per la revisione cinematografica") di cui fanno parte come esperti di "cultura cinematoggrafica" un'attrice embedded (Clarissa Burt), un giornalista politico di Raiuno (Francesco Pionati) e l'ex segretaria personale di Berlusconi (Debora Bergamini)....

Secondo me c'è da essere indignati. L'amore fra due uomini in Italia non può essere trasmesso: questa è la verità. È già successo prima di Natale con Reinas, commedia leggera se mai ce ne fu una. Assolutamente non in grado di turbare alcunché.
E mentre nel Natale a Miami dei Vanzini grandi e piccini si sollazzano con sesso mimato, realizzato e immaginato, due cowboy che si amano sul grande schermo non sono adatti a un pubblico di minori.
Questo paese è uno schifo.

Thursday, January 19, 2006

Alfonso Andria, l'eroe della Margherita

Ho sbagliato. Avevo scritto che tutti gli eurodeputati della Margherita si erano astenuti sulla risoluzione contro l'omofobia (escludendo il comportamento schizofrenico nei confronti del paragrafo 2, contro cui ha votato Vittorio Prodi - unico nel gruppo liberaldemocratico - mentre la Toia si è astenuta e altri, Cocilovo, Letta, Pistella, Procacci, hanno detto sì).

Invece mi sbagliavo: c'è stato un parlamentare della Margherita che si è espresso limpidamente contro l'omofobia e ha sostenuto in tutte le sue parti il testo del Parlamento. Costui è Alfonso Andria, per me finora oscuro esponente della Margherita, già presidente della Provincia di Salerno. Grazie, onorevole Andria, a nome di tutti noi finocchi democratici. Sono quasi commosso.

Quanto ai vari Letta, Costa e Toia, porgo loro solo una domanda. Perché non si iscrivono all'Udc?
Solo i centristi italiani e Forza Italia - oltre ai popolari polacchi - hanno votato come i fascisti e i leghisti, mentre i democristiani delle altre parti d'Europa - cattolici e protestanti - hanno votato insieme ai progressisti. Dai danesi agli spagnoli, dagli austriaci ai tedeschi.
Da ultimo, l'elenco dei buoni.
Ecco chi ha votato :
Andria (Margherita); Bonino, Pannella (Radicali - Rosa nel pugno); Chiesa; Di Pietro; Sbarbati (Repubblicani europei); Agnoletto, Bertinotti, Catania, Musacchio (Rifondazione comunista); Guidoni (Comunisti italiani); Battilocchio (Nuovo Psi); Castiglione, Sartori, Sacconi (Forza Italia); Bersani, D'Alema, Fava, Napoletano, Panzeri, Pittella, Vincenzi, Zani, Zingaretti (Ds); Locatelli (Sdi - Rosa nel pugno); Gruber (indipendente - Pse); Frassoni, Kusstatscher (Verdi).

Amici e nemici dell'omofobia

AGGIORNATO con tutti i nomi
Il Parlamento Europeo, ormai lo saprete tutti, ha adottato una risoluzione contro l'omofobia. Non tutti però lo hanno sostenuto.

Il testo definitivo è stato concordato dai principali gruppi, quindi Popolari, Socialisti, Liberaldemocratici, Verdi e Sinistra. Se tutto il centrosinistra ha votato compatto, i popolari si sono spaccati, mentre destre e nazionalisti hanno votato contro. È interessante vedere come si sono comportati i deputati italiani. Attenzione, perché ci sono stati due voti: uno sul paragrafo 2, un altro sul testo finale.

I deputati Ds, Sdi, Pdci, Rifondazione, Verdi, Repubblicani Europei, Radicali, più gli indipendenti come Antonio Di Pietro e Giulietto Chiesa hanno votato sempre a favore, compatti con i loro gruppi.
I deputati di Forza Italia, Udc, Lega e An hanno votato sempre CONTRO, quindi a loro l'omofobia va bene, anzi non dev'essere contrastata.
Sul paragrafo due ha votato No anche Vittorio Prodi, fratello di Romano e deputato della Margherita.

Il premio "Ponzio Pilato" va invece agli altri deputati della Margherita, che hanno approvato il paragrafo due (tranne la Toia astenuta e, appunto, Prodi), ma sul testo finale non hanno avuto il coraggio di votare No (altrimenti sarebbero stati giustamente espulsi dal gruppo Alde dei liberldemocratici) e hanno scelto l'astensione:
Cocilovo, Costa, Letta, Pistelli, Procacci, Prodi e Toia sono i parlamentari che si sono rifugiati nel non voto, insieme a Gianni Rivera.

Ecco invece chi ha votato No:
Borghezio, Salvini, Speroni (Lega); Albertini, Antoniozzi, Braghetto, Dionisi, Gargani, Gawronski, Mauro, Musotto, Tajani, Ventre, Vernola, Zappalà (Forza Italia e Udc); Angelilli, Berlato, Foglietta, La Russa, Muscardini, Pirilli, Poli Bortone, Tatarella (An); Romagnoli (Fiamma tricolore).

Si sono distinti Amalia Sartori e Giuseppe Castiglione, di Forza Italia, che hanno votato No al paragrafo 2, ma hanno detto sì al testo finale.

Menzione d'onore per due socialisti che militano a destra: Maurizio Sacconi (Forza Italia) e Alessandro Battilocchio (Nuovo Psi). Entrambi hanno votato sempre sì.

Wednesday, January 18, 2006

NO ALL'OMOFOBIA

Il Parlamento Europeo condanna l'omofobia e chiede a Commissione e stati membri di intervenire per eradicare questo crimine e combattere ogni discriminazione.
I parlamentari, riuniti a Strasburgo in sessione plenaria, hanno adottato una risoluzione che respinge l'omofobia, stigmatizza le violazioni - in particolare in Polonia, Lituania e Italia - e dà un'indicazione chiara alle istituzione europee e agli stati membri. I sì sono stati 468, 149 contrari e 41 le astensioni.

Oggi è un giorno storico, ma forse è meglio lasciare spazio al testo della risoluzione:

Il Parlamento europeo...

1. condanna con forza ogni discriminazione fondata sull'orientamento sessuale;
2. chiede agli Stati membri di assicurare che lesbiche, gay, bisessuali e transessuali siano protetti da discorsi omofobici intrisi d'odio e da atti di violenza e di garantire che i partner dello stesso sesso godano del rispetto, della dignità e della protezione riconosciuti al resto della società;
3. invita con insistenza gli Stati membri e la Commissione a condannare con fermezza i discorsi omofobici carichi di odio o le istigazioni all'odio e alla violenza e a garantire l'effettivo rispetto della libertà di manifestazione, garantita da tutte le convenzioni in materia di diritti umani;
4. chiede alla Commissione di far sì che la discriminazione basata sull'orientamento sessuale sia vietata in tutti i settori, completando il pacchetto antidiscriminazione fondato sull'articolo 13, mediante la proposta di nuove direttive o di un quadro generale che si estendano a tutti i motivi di discriminazione e a tutti i settori;
5. sollecita vivamente gli Stati membri e la Commissione a intensificare la lotta all'omofobia mediante un'azione pedagogica, ad esempio attraverso campagne contro l'omofobia condotte nelle scuole, le università e i mezzi d'informazione, e anche per via amministrativa, giudiziaria e legislativa;
6. reitera la sua posizione relativa all'Anno europeo delle pari opportunità per tutti (2007) secondo la quale la Commissione deve garantire che tutte le forme di discriminazione previste all'articolo 13 del trattato e all'articolo 2 della decisione che istituisce tale Anno europeo siano considerate e trattate in maniera equilibrata, come indicato nella relazione del Parlamento europeo sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all'Anno europeo delle pari opportunità per tutti (2007) - Verso una società giusta, e ricorda alla Commissione la sua promessa di seguire da vicino questa materia e di riferire in merito al Parlamento;
7. esorta vivamente la Commissione a garantire che tutti gli Stati membri abbiano recepito e stiano applicando correttamente la direttiva 2000/78/CE che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro e ad avviare procedimenti d'infrazione contro gli Stati membri inadempienti; chiede inoltre alla Commissione di assicurare che la relazione annuale sulla tutela dei diritti fondamentali nell'UE comprenda informazioni complete ed esaustive sull'incidenza di atti criminosi e violenze a carattere omofobico Stati membri;
8. chiede agli Stati membri di adottare qualsiasi altra misura che ritengano opportuna nella lotta all'omofobia e alla discriminazione basata sull'orientamento sessuale e di promuovere e adottare il principio dell'uguaglianza nella loro società e nel loro ordinamento giuridico;
9. plaude alle iniziative recentemente intraprese in numerosi Stati membri volte a migliorare la posizione delle persone GLBT e decide di organizzare il 17 maggio (Giornata internazionale contro l'omofobia) un seminario finalizzato allo scambio delle buone pratiche;
10. reitera la sua richiesta avanzata alla Commissione di presentare proposte che garantiscano la libertà di circolazione dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari nonché del partner registrato di qualunque sesso, come indicato nella risoluzione del Parlamento del 14 ottobre 2004 sul futuro dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia;
11. chiede agli Stati membri interessati di riconoscere finalmente che gli omosessuali sono stati tra i bersagli e le vittime del regime nazista;
12. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione e ai governi degli Stati membri e dei paesi candidati all'adesione.

Tuesday, January 17, 2006

Società evoluta, politica medievale

Mentre nella politica italiana torna d'attualità il connubio fra trono e altare, i cittadini di questo paese - nonostante i loro numerosi difetti e la cronica carenza di senso civico - mostrano di essere comunque più "moderni" della classe politica che li guida.

Così emergono almeno dal Rapporto Italia 2006 di Eurispes. Anche se si professano cattolici per l'88 per cento (e qui trionfa il conformismo), gli italiani non seguono affatto i diktat morali e moralisti del Vaticano e del cardinale Ruini. Quasi il 69 per cento dei presunti cattolici sono favorevoli all'introduzione delle unioni civili, riconoscendo diritti anche alle coppie dello stesso sesso.

Intanto la sinistra vuole sinceramente (questo ormai l'ho capito) introdurre le unioni civili o qualcosa del genere. E probabilmente lo farà. Ma non vuole assolutamente farne una bandiera: Prodi & co. hanno una paura folle che una presa di posizione netta pro-gay gli faccia perdere voti.
Anche questa è inciviltà politica.

Golden Gay

Trionfo gay, lesbico, bisessuale e transessuale alla 63esima edizione dei Golden Globe.
Come speravo - e come molti avevano previsto - Brokeback Mountain si porta via i premi più importanti, e a buon titolo: miglior film, miglior regia, migliore sceneggiatura e miglior canzone originale.

Ma non finisce qui: la "casalinga disperata" Felicity Huffman (Lynnette) è la miglior attrice drammatica per Transamerica e "Desperate housewives"è la miglior serie tv brillante.
Buon viatico per i diletti cowboy gay agli Oscar.

Monday, January 16, 2006

L'Europa ci salverà

Il Parlamento europeo, riunito a Strasburgo in sessione plenaria, ha discusso proprio oggi un progetto di risoluzione per condannare l'omofobia all'interno dell'Unione Europea. È motivo di orgoglio che tre dei quattro parlamentari ad averla presentata (qui il testo in italiano) siano italiani. Ma vale ancora di più il contenuto.

I rappresentanti dei cittadini europei richiamano i paesi membri, in particolare la Polonia, la Lettonia Lituania e l'Italia, al rispetto dei diritti umani e della diversità. E sottolineano le gravi violazioni, come i divieti di celebrare il Gay Pride a Poznan e a Varsavia, la modifica della costituzione in senso anti-gay in Lettonia Lituania e il ritiro della patente a un ragazzo gay in Italia, a Catania.

Parlamentari di tutti i paesi e di tutti gli schieramenti sono intervenuti e hanno sottolineato l'esigenza di tutelare i diritti delle persone gay, lesbiche, omosessuali e bisessuali, per garantire la sopravvivenza della nostra stessa societò. E il commissario Frattini, responsabile per la Giustizia e le Libertà civili, ha rivendicato ciò che la Commissione ha già fatto in difesa della diversità, chiedendo anzi più poteri per promuovere il valore della diversità e combattere l'omofobia in tutti i paesi europei.
Non mi pare che altri parlamenti nazionali abbiano affrontato simili questioni.

Le piazze per la libertà e il ministro dei culattoni

Sabato ero in piazza a Roma (a breve vedrete anche qualche foto) e vi assicuro che non c'era nessuna "carnevalata". Non so se eravamo 50mila, 10mila o 7mila: quello che mi importa è che migliaia di persone sono scese in piazza per reclamare un diritto.
Noi sì "amareggiati" per secoli di oppressione e persecuzione e decenni di cittadinanza a metà. Altro che Prodi e i moderati del centrosinistra, sempre a caccia di distinguo per ingraziarsi il Vaticano.

Ecco: se ci va bene noi avremo cinque anni di Prodi. Il Cile, invece, avrà quattro anni di Michelle Bachelet, la prima donna eletta ieri presidente della Repubblica: socialista, agnostica, divorziata e favorevole alle unioni civili per le coppie dello stesso sesso. Nonostante ciò era sostenuta da progressisti e democristiani e ha ottenuto la maggioranza assoluta dei voti al secondo turno.

In Italia invece una manifestazione - che dovrebbe essere il trionfo dello spirito democratico - è stata giudicata inopportuna, eccessiva e fuori luogo. Dai moderati dell'Unione.
Da destra, come era ampiamente previsto, sono arrivate invece le perle di Calderoli, che non perde occasione per ricordarci la sua adesione alla democrazia e per farci vergognare di avere un ministro leghista.
«Pacs e porcherie varie hanno come base l’arido sesso e queste assurde pretese di privilegi da parte dei culattoni, per dirla alla Tremaglia, sono fuori luogo e nauseanti»

Friday, January 13, 2006

Ci vediamo a Roma

Da stasera sono qui.
Chi mi vuole mi trova in piazza Farnese, con buona pace dell'Osservatore romano e di tutte le testate straniere che vogliono dettare legge in Italia.

Benedetto chiama, la politica risponde

Ottima pubblicità per la manifestazione di domani a Roma sulle unioni civili e quella gemella a Milano sulla legge 194. Non si poteva sperare di meglio che una bella condanna di Papa Ratzinger, una volta di più impegnato a tuonare contro le persone omosessuali e a spiegarci quali sono le "reali esigenze" della società. Pensavo che fosse un fine teologo, invece è anche un sociologo. Complimenti!

Indegna, piuttosto, la reazione dei politici del centrodestra, pronti a inchinarsi a baciare l'anello papale e iscrivere Benedetto XVI fra i propri numi tutelari. La disperazione pre-elettorale porta a qualsiasi nefandezza.

Un po' inaspettata - e non molto giustificata - l'amarezza di Romano Prodi. Anche se forse il professore ha deciso di fare un po' il pompiere per rassicurare l'elettorato più moderato e portare a casa comunque un risultato per le coppie di fatto. Se si legge il programma dell'Unione, si può vedere una chiara presa di posizione a favore dei diritti gay.
Se Prodi preferisce tacere per far parlare i fatti, sono anche più contento.

Thursday, January 12, 2006

Gay in Fm

In origine fu Radio Popolare con L'altro martedì, storica trasmissione radiofonica dedicata al mondo gay, lesbico, bisessuale e transessuale. Adesso anche la più "istituzionale" Radio24 ha deciso di titillare il pubblico gay e offrire un programma in cui si parla delle "nuove famiglie", con un occhio di riguardo - appunto - al mondo gay.

Con Chiara Gamberale e Carlo Guarino, Tròvati un bravo ragazzo, dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 12. Io non l'ho ancora ascoltata, voi?

Wednesday, January 11, 2006

Diario, i gay e Fidel Castro

Chi mi conosce sa come la penso e soprattutto che mai mi sono sognato di accusare la sinistra - specie quella italiana - per i crimini di Fidel Castro, soprattutto la repressione dell'omosessualità, come fa una certa pubblicistica di destra.

Però, non posso tacere di fronte a quella che mi pare, almeno, una grave caduta di stile del settimanale Diario, altrimenti ottimo prodotto editoriale.
Il primo numero speciale dell'anno 2006 è dedicato al Secolo gay.
Alleluja! Qualcuno si è accorto che la questione gay è di strettissima attualità e fa parte delle scelte decisive di un paese. All'interno del fascicolo una serie di interventi, in genere molto curati e approfonditi, di firme note e autorevoli del mondo gay e non solo. Anche se, qua e là, fa capolino ancora una certa confusione fra outing e coming out. Vabbè


Il problema è la copertina! Un numero speciale tutto dedicato ai gay, illustrato con una foto di Fidel Castro ed Ernesto Che Guevara. Scelta già di per sé discutibile, ma aggravata dall'incipit dell'editoriale firmato da Enrico Deaglio (corsivo mio).

...
Storca pure la bocca il rude lettore politico: «Che orrore infangare due rivoluzionari facendone la copertina di un numero speciale gay!».

...

Qui siamo al mondo alla rovescia! Sono io, siamo noi che storciamo la bocca.
Perché una rivista progressista e illuminata sbatte sulla copertina di un numero gay un rivoluzionario omofobo (il Che) e un illustre persecutore dei gay. Se Deaglio si deve giustificare è con la comunità gay, non con l'ultimo giapponese sostenitore di Castro che ancora legge il suo giornale.
Questa scelta evidenzia come ancora il rispetto nei confronti dei gay debba fare molta strada in Italia, persino presso chi dovrebbe averlo già assimilato da un pezzo.

Tuesday, January 10, 2006

In piazza per le unioni civili

Tutti in Pacs! Sabato prossimo, 14 gennaio, c'è un appuntamento importante per tutti noi che da anni chiediamo un riconoscimento per le coppie di fatto, in particolare quelle dello stesso sesso che non possono accedere all'istituto del matrimonio.

A partire dalle 14:30 ci riuniremo in piazza Farnese, a Roma, per manifestare e reclamare i nostri diritti. Tutti in Pacs è stato organizzato dalle associazioni gay, lesbiche, bisessuali e transessuali italiane e decine di persone, associazioni, politici hanno aderito all'evento e personalmente andrò anch'io in piazza, per quanto non sia un habitué dei cortei.

La stessa mattina, alle 10:30 al Café Renault di via Nazionale, si svolgerà il congresso della Liff, la Lega italiana delle famiglie di fatto fondata da Franco Grillini. È arrivato il momento di chiedere con forza quel riconoscimento che ci è dovuto e che la stessa Costituzione garantisce a tutti noi in quanto cittadini, senza distinzione di sesso e condizioni personali.

In piazza, come dicevamo, ci sarà anche un magistrato della Cassazione che unirà simbolicamente un gruppo di coppie di fatto (non so ancora se qualcuna composta da persone dello stesso sesso).
Per chi è di Milano e non si è organizzato, c'è un pullman gratuito del Cig-Arcigay di Milano: basta versare una caparra di 10 euro che sarà restituita una volta a bordo.
La partenza è prevista per le ore 6.45 all’angolo tra Via Bezzecca e Via Cadore ed il rientro avverrà in nottata. Per le prenotazioni è necessario versare 10 euro, che verranno rese soltanto a chi salirà sugli autobus.Per confermare la propria presenza ci si deve presentare presso i locali del C.I.G. in via Bezzecca, 3 in orari di segreteria da lun al ven dalle 16 alle 20, festivi esclusi. Telefono 02.54.12.22.25. Precedenza ai soci.

Tutti a Roma

Sunday, January 08, 2006

La Cassazione mi dà speranza, l'Italia mi dà la nausea

«La giurisprudenza, in materia di rapporti interpersonali, ha considerato la ‘famiglia di fatto´ quale realtà sociale che, pur essendo al di fuori dello schema legale cui si riferisce, esprime comunque caratteri ed istanze analoghe a quelle della famiglia ‘stricto sensu´ intesa».

Con questa motivazione la quarta sezione penale della Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un detenuto che si era visto negare il gratuito patrocinio a causa del reddito della sua convivente non sposata. A parte il caso concreto, è un fatto che la Suprema Corte abbia riconosciuto una volta di più il valore e l'importanza della convivenza more uxorio, che non stride affatto con la Costituzione.

E un magistrato della Cassazione celebrerà sabato 14 a Roma alcuni "Pacs" simbolici, nella manifestazione a piazza Farnese di cui vi parlerò più diffusamente in seguito.

Dal mondo politico, però, arrivano nuove delusioni che ormai mi fanno provare nausea e disgusto per questo paese, per la mediocre classe politica che lo amministra e per la carenza di etica, sostituita da uno squallido moralismo.
Tralascio le dichiarazioni di esponenti di An e della destra in genere, a proposito della manifestazine di sabato. E vado direttamente agli scivoloni del centrosinistra.
Secondo il senatore socialista Roberto Biscardini - che pure ha presentato a Palazzo Madama un'innovativa proposta di legge sulle unioni civili - "le unioni di fatto non sono matrimoni di serie B, non avranno bisogno di alcuna celebrazione, men che meno di cerimonie pubbliche, avranno bisogno solo di una legge che riconosca loro diritti e doveri".

Con queste parole, pubblicate senza rossore sul suo sito, il senatore ci informa della sua scarsa sensibilità e del disinteresse per il valore simbolico, prima che materiale, di una riforma per le unioni fra persone dello stesso sesso.
I benefici materiali - pensioni, visite in ospedale, eredità - sono benvenuti, ma non sono una nostra priorità o almeno non lo devono essere. Altrimenti avrebbe ragione chi ci accusa di volere solo diritti senza doveri. A me questo pietismo delle situazioni gravi da affrontare fa schifo!
Voglio un riconoscimento pubblico per le persone che desiderano ufficializzare la loro unione.

Saturday, January 07, 2006

«Ho ucciso perché gli omosessuali mi fanno schifo»

Ancora sull'omicidio di fine anno a Caltanissetta.
Come ci fa notare Riccardo - grazie dell'intervento, merita di uscire dai commenti - l'assassino ha ammesso che il suo movente era l'omofobia: «Ho ucciso perché gli omosessuali mi fanno schifo».

Non mi pare che ci sia molto da aggiungere alla vicenda, se non che l'avanzamento dei diritti civili e la tutela della legge aiuta anche la società - persino nelle sue sacche più conservatrici e retrograde - a evolvere.
In un paesino della mia Calabria sarà ancora chiacchierata una donna che divorzia, ma a trent'anni dalla legge nessuno si sognerebbe di insultarla pubblicamente e aggredirla.

Thursday, January 05, 2006

New York sceglie una donna gay

Praticamente all'unanimità il consiglio comunale di New York ha scelto come speaker, in pratica leader, Christine Quinn, una donna 39enne impegnata da anni in politica, esponente del partito democratico e apertamente lesbica. Da moltissimi tempo vive con la compagna in un appartamento a Chelsea.

La seconda carica cittadina, dopo il sindaco Bloomberg, è quindi appannaggio di una delle minoranze più visibili a New York e per la prima volta è occupata da una donna, che giocherà un ruolo importante come argine per il partito repubblicano.

Ma la Quinn non è l'unica politica gay a fare carriera negli Stati Uniti. In New Jersey Gina Genovese è stata eletta sindaco di Long Hill, mentre nell'ultra liberal Massachusetts, un uomo gay e di colore, Kenneth E. Reeves è stato rieletto sindaco di Cambridge, dove era già stato primo cittadino dal 1992 al 1995.
L'onesta, anche sulla propria vita privata, non è un handicap insormontabile. Buona notizia.

Tuesday, January 03, 2006

Fra un po' chiederemo asilo in Spagna

Anche con la nuova legge sul diritto di asilo, che quest'anno dovrebbe essere approvata dalle Cortes di Madrid, la Spagna guidata da José Luis Rodriguez Zapatero si conferma un paese all'avanguardia sotto il profilo dei diritti civili.

Le nuove norme contemplano fra i motivi per chiedere asilo l'identità di genere e l'orientamento sessuale. In pratica donne e omosessuali vittime di regime autoritari e sessuofobi, che discriminano le prime per il loro genere e i secondi per il loro orientamento, avranno diritto di chiedere asilo e la concessione dello status di rifugiato non sarà più discrezionale com'è adesso.
C'è di più: il diritto al ricongiungimento familiare vale non solo per ascendenti e discendenti e per il coniuge, ma anche per il convivente dello stesso sesso.
Secondo El Paìs è "una delle leggi più progressiste del mondo.

Da parte sua l'Arcigay chiede che anche l'Italia si adegui a questo standard, ma temo che invece noi dovremo chiedere asilo alla Spagna a causa delle persecuzioni che soffriremo da noi.

Monday, January 02, 2006

Severgnini e l'omofobia inconscia

Anche le persone migliori e più avvertite cadono, a volte, in pregiudizi così profondi e radicati da non essere neppure riconosciuti. Così Beppe Severgnini, una nota firma del Corriere della Sera con tanto di rubrica personale sul Corriere.it, ha dato spazio senza preoccuparsi a una lettera intrisa di omofobia. E, di fronte alle proteste dei lettori, non si è capacitato della gravità della sua svista (ché non possiamo credere a una scelta deliberata).

Ma andiamo con ordine.
In una lettera del 23 dicembre sul forum Italians un tal Mainardi Paolo (sic!), "cattolico praticante" per sua stessa ammissione, decide di affrontare il tema dell'omosessualità e tira in ballo il consumismo e la crisi del maschio per spiegare l'orientamento di gay e lesbiche: "...sono sempre stato convinto che l'omosessualità nulla abbia a che fare con la natura umana, ma sia una degenerazione dei costumi, facilitata dal "sesso libero" degli anni '60 e '70 e dalla mal intepretata ricerca del diverso ad ogni costo". Per concludere così: "Sarebbe molto costruttivo per le generazioni future comprendere quanto c'è di errato/innaturale nell'omossessualità, per conoscere e meglio comprendere quanto è necessario che il dialogo tra i sessi migliori e ritorni ad essere una ragione di vita".

In risposta a questi deliri tre altri lettori intervengono in giorni successivi, Paolo Prossen, Igor Lusardi e da ultimo un certo Fabrizio. Questo lettore, in particolare, critica le tesi razziste e omofobe del Mainardi, ma se la prende soprattutto con il Corriere e con Severgnini, che non solo ha pubblicato quella lettera offensiva, ma non l'ha accompagnata da due righe di commento e non ne ha preso le distanze. Giustificando, in questo modo, tesi inaccettabili e discriminatorie.
Sbalorditiva la risposta di Severgnini alle critiche:
Non stai esagerando? La tesi di Paolo Mainardi non convince neppure me, ma di qui a paragonarla al satanismo e alla pedofilia ce ne passa.

Ecco: la tranquillità e l'imperturbabilità di Severgnini sono disarmanti, ma allo stesso tempo rivelatrici. Pur in buona fede, lui non si rende conto del danno che fa a tutti i gay (e alla civiltà) e dell'avallo che concede, con la semplice pubblicazione, a posizioni così reazionarie e indifendibili. Se le vittime del razzismo non fossero stati i gay, ma altre categorie, in Severgnini non sarebbe scattato un riflesso di attenzione? Credo proprio di sì.