Friday, December 30, 2005

L'ultimo omocidio e la solita omofobia

Alessandro e Luigi avevano una storia, che tenevano segreta a Caltanissetta, una delle realtà più tranquille della Sicilia. Ma Alessandro, 38 anni, voleva qualcosa di più, chiedeva al suo compagno di rendere pubblica la loro relazione, di smettere di nascondersi: in fondo lui, in più "vecchio, aveva un ottimo lavoro (bancario) e l'altro era indipendente con il suo mestiere di venditore ambulante. E per realizzare il suo sogno Alessandro era arrivato a minacciare l'amico, a "perseguitarlo". Questo almeno pensava Luigi, quando alla fine non ha più resistito alle pressioni del suo amante/amato e lo ha ucciso con un colpo di pistola. Poi ha buttato il corpo in un pozzo, dove ha lasciato cadere inavvertitamente anche il proprio giubbotto con dentro il cellulare e le chiavi di casa.
Quando gli agenti di polizia hanno aperto la sua porta di casa con quelle chiavi, lui ha capito di non poter più negare.

Si sono concluse rapidamente le indagini sull'ultimo (spero) OMOcidio del 2005, quello del bancario 38enne di Caltanissetta, scomparso il 7 dicembre e trovato morto la vigilia di Natale in un pozzo. La polizia ha arrestato un giovane di 23 anni, venditore ambulante, che ha confessato l'omicidio. Secondo il suo racconto, il bancario lo "perseguitava", arrivando anche a minacce e ritorsioni.

Non mi voglio neppure dilungare su come nel 2005 una relazione omosessuale possa generare ancora conseguenze di questo tipo, mentre si celebrano matrimoni "gay" in Spagna Olanda e Belgio (per non dire della Gran Bretagna, passata in 100 anni da Oscar Wilde a Elton John). Vorrei solo che lo capissero quei politici che per bassi interessi di bottega tuonano contro i gay, le unioni civili e i diritti per chi ancora non ha diritti; senza capire che condannano ancora i tanti Luigi e Alessandro, impauriti e nascosti in giro per l'Italia.

Il premio OMOFOBIA 2005, invece, va alla Padania, che ci ha regalato un attacco di articolo da manuale:
"C’è una torbida vicenda di omosessualità dietro il “giallo” dell’omicidio di Alessandro F. V., il bancario di Caltanissetta, scomparso lo scorso 7 dicembre e ritrovato morto la vigilia di Natale".

Non ho aggiunto nulla, ho solo copiato quello che si legge sul sito e mi vergogno di avere colleghi così. Ma a quanto leggo, non sono gli unici omofobi armati di macchina per scrivere.

16 comments:

harry said...

Secondo me sbagli a farci un post (eccezion fatta per le osservazioni finali sul linguaggio e sugli stereotipi dei giornali da te citati). A me sembra un delitto cosiddetto "passionale", come tanti. Una cosa non nuova che nulla c'entra con la sessualità.

Ciao e auguri!

PS: quelli in Gran Bretagna sono una cosa molto diversa dai matrimoni spagnoli. I giornali e i politici britannici si sono sprecati nei giorni scorsi per spiegare all'opinione pubblica che non di "marriage" ma di "unione civile" si tratta.

aelred said...

Harry, mi dispiace, ma tu non vedi o non vuoi vedere la realtà.
se l'omosessualità fosse vissuta serenamente, accettata e rispettata, non ci sarebbe bisogno di vergignarsi e di nascondersi. è qui la differenza con i cosiddetti delitti "passionali".
Sulla Gran Bretagna, Harry, non diciamo sciocchezze. Sono "unioni civili", cioè "matrimoni civili". Non c'è la parola marriage, ma ci sono tutti i diritti, compresa - guarda un po' - l'adozione che nel Regno Unito era già possibile per i single e quindi non fa notizia come in Spagna.
mi dispiace per voi, ma in questo Blair è iper-zapateriano

harry said...

Grazie per il "voi", ma non sono abituato a queste usanze fasciste, puoi anche darmi del "tu".

Vedi, basterebbe a) leggere il testo originale della legge britannica e b) leggere i giornali britannici. La legge parla di "civil partnership" e non di "marriage". Tutti i columnist dei più diversi giornali britannici, in quei giorni, spiegavano ai lettori che l'UK stava adottando una cosa diversa da quella spagnola o belga e che la legislazione era analoga a quella tedesca o francese. Tu dici che non è vero, ma devi dimostrarmelo che dico il falso. Io posso dimostrare quanto dico perché mi son portato qualche commento in Italia (uno su tutti, il bellissimo editoriale di Christopher Biggins sul Daily Mail del 23/12, pagina 17), ma pure tu su internet potresti trovarne. La rottura della coppia si chiama "dissolution" e non "divorce". L'adulterio non è considerato elemento sufficiente per rompere il contratto (al contrario di quanto avviene nel matrimonio). Dal sito del governo britannico: "Civil Partnership is a completely new legal relationship, exclusively for same-sex couples, distinct from marriage". Spero tu non voglia dare dei mentitori pure a loro (cioè quelli che hanno scritto la legge che interpreti erroneamente) come hai appena fatto con me!

Riprova di ciò? Le Chiese britanniche (non solo quella cattolica, ma anche i presbiteriani - il cui conservatorismo è ben noto - e le altre molteplici confessioni) pur essendo contrarie alle unioni civili tra persone dello stesso sesso hanno incentrato il dibattito esclusivamente sullo status dei figli nati prima dell'unione. Nessun'altra polemica come nei paesi in cui invece s'è parlato di "matrimonio".

Un ultimo appunto sul caso dei due uomini siciliani: non sapremo mai, giacché uno dei due è morto, se - nel caso i due avessero vissuto apertamente la loro storia - questa sarebbe andata avanti o meno. Non credi che un rifiuto sarebbe stato possibile anche in tal caso? Sei tu che, legando il delitto alla sessualità, confermi i pregiudizi della Padania.

aelred said...

Sono lieto che rivendichi per te ciò che dici.
quindi: tu, Harry, fai volutamente disinformazione.
La legge britannica
1) è diversa da quella spagnola, olandese e belga, perché crea un istituto del tutto nuovo, seppure ricalcato sul matrimonio
2) è diversissima da quella tedesca e maxime francese, perché è riservata alle coppie gay e soprattutto crea un legame equivalente a quello del matrimonio. In Francia un Pacs si scioglie automaticamente se uno dei due si sposa, in Gran Bretagna chi si sposasse - con una civil partnership in corso - sarebbe bigamo. L'unione è sancita da un ufficiale del comune e viene registrata allo stato civile.
ma soprattutto i diritti fiscali, ereditari e quelli di fronte alla legge sono in tutto e per tutto equivalenti. Non è il matrimonio, ma è molto di più del "piccolo matrimonio" paventato da Ruini.
e a me starebbe benissimo in Italia: vallo a chiedere a Berlusconi e Casini se sono d'accordo.
Le chiese britanniche, all'infuori di quella anglicana che benedice le unioni gay pur senza celebrare matrimoni, non contano nulla.
Dai tempi di Enrico VIII

Larvotto said...

"Sei gay? Beh, tienilo per te, ma che bisogno hai di sbandierarlo?
Non capisco il motivo di andare in giro a dare fastidio alla gente, quando puoi stare a casa tua a farti i cazzi tuoi.
Come il "gheipaid"... una buffonata... tutte quelle checche e quei travestiti, così la gente li guarda e pensa che io sono come loro"


Questo è quello che mi ha detto un mio amico, poco tempo fa, in risposta ad alcuni miei dubbi sulla vita gay italiana.

Credo che dall'inghilterra siamo ancora molto molto lontani. purtroppo.

buon anno

aelred said...

sempre per Harry
qui trovi gli attacchi dell'arcivescovo di Cardiff

Gabo said...

Vabbè, insomma, Harry, mi sembra che ti piaccia menare il can per l’aia. Sarà anche vero che le parole sono importanti, tu però le usi per fare giochi di prestigio (visto che spacchi il capello in quattro, qualcuno potrebbe farti notare che scrivere “un delitto passionale... che nulla c’entra con la sessualità” fa ridere i polli; ma lasciamo perdere).
Aelred ha scritto:

“Non mi voglio neppure dilungare su come nel 2005 una relazione omosessuale possa generare ancora conseguenze di questo tipo, mentre si celebrano matrimoni "gay" in Spagna Olanda e Belgio (per non dire della Gran Bretagna, passata in 100 anni da Oscar Wilde a Elton John)”.

La cosa che si voleva, mi pare, non era tanto mettere sullo stesso piano le legislazioni dei quattro paesi citati, quanto piuttosto sottolineare l’arretratezza del dibattito italiano. Infatti – mettila un po’ come ti pare – l’Italia non ha nè unioni civili, nè pacs, nè matrimoni gay. Fin qui ci siamo, spero.
Ammetto di non conoscere la legge inglese nel dettaglio, ma l’enorme differenza che intercorrerebbe tra “dissolution” e “divorce” mi sfugge, a meno che non si tratti di una mera questione nominalistica. Un po’ più pregnante mi sembra l’osservazione di Aelred quando dice che anche in Inghilterra è consentita l’adozione (cosa che non è permessa, ad esempio, dalla legislazione francese), fatto piuttosto rilevante, che ne dici?
Quanto al tuo appunto finale sulla vicenda siciliana, delle due l’una: o non sei omosessuale e non sai che cosa vuol dire vivere una storia “passionale” sentendosi costretti a nasconderla (in questo caso faresti una figura migliore tacendo) oppure fai finta di non capire. Uno dei due voleva rendere pubblica la relazione, è questo che ha provocato il “rifiuto” dell’altro. Il problema non è sapere se la relazione sarebbe continuata anche se fosse stata pubblica, perché con quel gesto l’omicida non ha voluto semplicemente interrompere la relazione, ma soffocare sul nascere la possibilità che la propria omosessualità fosse conosciuta. Invece, se le coppie gay e lesbiche vivessero in uno stato che rispetta le loro unioni con una legislazione adeguata, operando al tempo stesso un cambiamento dal punto di vista culturale, il problema per quei due come per decine di migliaia di tuoi/tue concittadini/e, molto probabilmente, non si porrebbe negli stessi termini. Got the message?

harry said...

Ho avuto problemi nella visualizzazione dei commenti, quindi rispondo con ritardo per questa ragione.

Aelred, che sia diversa da quelle francese e tedesca è naturale, dato che ogni paese ha adottato forme giuridiche diverse: l’analogia che sottolineavo io (e che affermavano i quotidiani di cui parlavo) era nella scelta di rendere l’istituto altra cosa rispetto al matrimonio. La questione è proprio quella che sottolinei: i diritti di cui si parla sono grosso modo quelli che garantisce il matrimonio (fiscali, di successione etc.), ma prevedendo un altro istituto. Non è spaccare il capello in quattro, perché è proprio su questa questione che si è creato lo scontro in Spagna e, in misura minore, in Canada. Tu mi citi le dichiarazioni di un vescovo ed è esattamente quel che è accaduto: tanti, uomini di chiesa e non, hanno espresso opinioni contrarie, nessuno ha promosso manifestazioni, riconoscendo nel governo Blair un approccio non ideologico alla questione (definire blair “iperzapateriano” è una forzatura per la quale il premier britannico potrebbe offendersi!). E tutto il mio discorso prescinde da Ruini e dall’Italia, nel senso che trovo curioso che tu veda nelle mie affermazioni un appoggio a chi in Italia si oppone ai pacs o alle unioni civili. Ma di questo non devo giustificarmi, dato che non basta scorrere il mio blog (cosa noiosa – lo so) per sapere che cosa penso in materia.

Gabo, la mia affermazione che ti ha fatto ridere, secondo cui “il delitto passionale nulla c’entra con la sessualità”, non era evidentemente riferita alla sessualità in quanto attività sessuale, ma in quanto distinzione fra omo ed eterosessualità. Cioè, non credo che gli uni siano più inclini al delitto passionale degli altri o viceversa: in questo caso, che avvenga tra due uomini o tra un uomo e una donna, per me è indifferente. Poi, certo, se esiste l’elemento che citi (la volontà dell’uno di rendere pubblico ciò che l’altro rifiutava), escludo che una legge (per quanto auspicabile e auspicata) possa risolvere questioni culturali che perfino nell’UK delle unioni civili non sono mai state risolte: i dati sulla criminalità britannica vedono la Gran Bretagna tra i primi posti per violenza omofoba (più dell’Italia), questo malgrado la legge e una cultura oggettivamente più aperta. Non solo la criminalità: in Inghilterra la polizia (quindi le stesse istituzioni che fanno leggi liberali) ha l’abitudine di mandare gli agenti nei bagni pubblici per tendere trappole a chi si fa gli affari propri (ho conosciuto un poveraccio, uno scrittore estremamente per bene, che si è fatto un periodo di carcere per questa cosa). Insomma, tutto questo per dire che le leggi aiutano a risolvere problemi, ma è un po’ ingenuo credere che siano l’approdo.

Buona serata!

aelred said...

Harry, tu sei molto abile a rigirare la questione. ma la differenza fra matrimonio spagnolo e civil partnership è infinitamente più labile di quella fra "civil partnership" e Pacs francesi o partnership tedesche.
quello britannico è un matrimonio civile, chiamato in un altro modo!
Il Pacs, invece, è un atto amministrativo, che non si limita alle coppie unite da vincoli affettivi. è una differenza enorme.
I diritti che Blair ha riconosciuto sono "gli stessi" (non grossomodo) di quelli spagnoli. e il valore simbolico è sovrapponibile.

Qui si lega il discorso di Gabo, che ha centrato ciò che volevo dire io. La legge non cambia la realtà, ma apre la strada al cambiamento. se in Italia tutti - da Papa al consigliere comunale - tuonano contro le unioni gay, non è strano che un 23enne si possa vergognare della propria relazione.

Gatto Nero said...

Honestly. Ora mi metto a leggere anche gli ultimi commenti, poi mi rimetterò a leggere tutto da capo per capire bene le sfumature.
Ma - sarà il mio spirito da sindacalista, fate un po' voi - vedere gente fare capannello contro uno che ha una opinione diversa (e mi pare sia una questione di sfumature, eh!) non mi pare una cosa bellissima.
E tra l'altro - ma questa è più una mia personalissima opinione che esula dalla questione "capannello" - non mi sembra che Harry abbia poi detto delle cose così estemporanee...

Gatto Nero said...

Confermo la mia sensazione. Questa deriva pignoleggiante è partita tutta da un "tu non vedi o non vuoi vedere la realtà", frase decisamente poco gentile.
Il problema è che a forza di cavillarvi a vicenda (ma chi ha iniziato, e perché?) avete finito per non rendervi conto che le due cose che state dicendo NON si escludono a vicenda, o perlomeno non lo fanno in maniera così netta come voi la state ponendo.
Ha ragione aelred, quando dice che il fatto che la coppia fosse omossessuale ha un certo peso nella vicenda.
Ma ha ragione anche Harry, quando ricorda che questo peso è però relativo: lo svolgimento sarebbe potuto essere identico anche con una coppia eterosessuale. Uomo 38enne cerca di convincere ragazza 23enne a rendere nota la loro relazione segreta. Lei non vuole (per una motivazione a caso; magari - chessò - perché pensa che ci sia troppa differenza d'età fra di loro e la gente non capirebbe: sì, è sempre "la gente" ad avere peso, non tanto l'omosessualità o l'età). Lui insiste, la ricatta. Lei non ce la fa più e lo uccide. Identico svolgimento, identiche motivazioni (sostituendo "età" ad "omosessuale").

Lo stesso ragionamento si può fare anche sulla questione del matrimonio. Ha ragione Harry - che tra l'altro porta a suo favore prove ben circostanziate - quando dice che, per come è stata posta la cosa, in Inghilterra non si parla di "matrimonio" ma anzi si è cercato di prendere le distanze dalla cosa.
Ed ha ragione aelred ha ricordare che in ogni caso, la novità legislativa britannica ha comunque un grande valore simbolico.

Sapete, ragazzi... alle volte basta aprire gli occhi anche ad opinioni leggermente diverse dalle proprie. Si può aprire un mondo intero, davanti.

aelred said...

GattoVI, apprezzo il tuo tentativo di sintesi, ma resto convinto che ci sia differenza tra un'idea e l'altra.
1) per la questione "visibilità", non mi interessa che la stessa storia potrebbe avere protagonisti etero. In questoc aso sono gay e la motivazione della segretezza è lo stigma sociale. eliminiamo quello e poi ne riparliamo.
2) Sul amtrimonio in Uk e Spagna, Harry è tendenzioso per motivazioni politiche tutte sue e vorrebbe farci credere che in Gran Bretagna non hanno introdotto un istituto quasi del tutto equivalente al matrimonio per le coppie dello stesso sesso. C'è anche l'adozione, che non mi pare sia contemplata in Francia, Germania, Portogallo e dovunque ci sia una mera legge sulle coppie di fatto

Gatto Nero said...

Aelred, GattoVI sta in Svezia, io in Calabria o a Roma, dipende dai momenti :D
Personalmente non sono il tipo da piegare gli avvenimenti in base allo scopo che mi prefiggo: lo stigma sociale è grave, limitante ed è un grosso handicap... ma non è l'elemento portante della vicenda. Dire il contrario è per l'appunto una forzatura (ma questa è una mia opinione).
Sul matrimonio, nonostante io sia di sinistra ed harry di destra (e pure tocquevilliano, poverino :D - scherzo, harry... che voi tocquevilliani siete permalosi :p ), continuo a difendere la sua PRIMA puntualizzazione (quelle dopo la deriva pignoleggiante non le tengo in considerazione :D ): quello inglese dà gli stessi diritti del matrimonio, potrebbe essere paragonabile al matrimonio ma NON è un matrimonio. È come se prendessi un frutto che ha la forma della pesca, il sapore della pesca, l'odore della pesca ma si chiama Turlupupu: assomiglia alla pesca, ma sempre Turlupupu è.

atreliu said...

«Ho ucciso perché gli omosessuali mi fanno schifo»

E questo dovrebbe esplicitare meglio quello che aelred aveva già intuito.

La paura irrazionale di un omosex repressa è presente.. e violenta nonostante gli avanzamenti di ALTRI paesi.

aelred said...

Gatto Nero, scusami per aver fatto confusione.
ad ogni modo, sul punto 1) mi pare che le ultime notizie chiariscano un po' i fatti.
sul 2) continuo a non essere d'accordo con te.
la questione era se la civil partnership di Blair fosse o no qualcosa di estremamente simile al matrimonio civile: molto più vicina alla riforma di Zapatero che a istituti dubbi come i Pacs francesi.
Visto che ci sono:
1) diritti ereditari
2) diritti fiscali
3) diritti pensionistici
4) adozione
5) cerimonia pubblica
6) riconoscimento del legame affettivo
mi sembra di poter dire che a questo manca solo il nome di matrimonio, ma per il resto c'è tutto

Gatto Nero said...

E appunto: sul punto due stiamo dicendo la stessa, identica cosa. Che non so se sia lo stesso che intendeva harry, ma spero per lui di sì.
Solo che invertiamo gli elementi: dà gli stessi diritti del matrimonio, ma non si chiama matrimonio.
Ma cambiando l'ordine degli addendi il risultato non cambia, eh :D